Ricerca

Mur: 1,6 miliardi per 5 centri nazionali di ricerca e sviluppo. Il bando

Il Mur finanzia 5 Centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera relativa ad ambiti tecnologici intorno a queste tematiche: simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; tecnologie dell’Agricoltura (Agritech); sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna; mobilità sostenibile; bio-diversità.

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) il primo bando previsto per le misure di ricerca in filiera del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta dell’avviso pubblico per la presentazione di “proposte di intervento per il potenziamento di strutture di ricerca e creazione di ‘campioni nazionali’ di ricerca e sviluppo su alcune key enabling technologies” e riguarda investimenti per 1,6 miliardi di euro.

I 5 centri nazionali del Mur

Attraverso questo bando, il Mur finanzia 5 Centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera relativa ad ambiti tecnologici intorno a queste tematiche: simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni; tecnologie dell’Agricoltura (Agritech); sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna; mobilità sostenibile; bio-diversità.

I Centri nazionali – che dovranno essere organizzati con una struttura di governance di tipo Hub & Spoke, con l’Hub che svolgerà attività di gestione e coordinamento e gli Spoke quelle di ricerca – sono aggregazioni di università statali ed enti di ricerca vigilati dal ministero dell’università e della ricerca e possono prevedere il coinvolgimento di università non statali, altri enti pubblici di ricerca e di altri soggetti pubblici o privati, altamente qualificati che svolgono attività di ricerca.

Questi centri, per i quali si prevede un finanziamento tra 200 e 400 milioni di euro ciascuno, saranno finalizzati alla creazione e/o al rinnovamento di infrastrutture e laboratori di ricerca, alla realizzazione e allo sviluppo di programmi e attività di ricerca, a favorire la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali a più elevato contenuto tecnologico come start-up e spin off da ricerca, e alla valorizzazione dei risultati della ricerca.

Le proposte per la creazione dei Centri nazionali dovranno, tra gli altri criteri, prevedere che almeno il 40% delle risorse finanziarie sia destinato ad attività realizzate nelle regioni del Mezzogiorno e che almeno il 40% del personale assunto o destinatario di borse di studio o di ricerca a tempo determinato sia donna.

È inoltre richiesto che ogni Centro si avvalga di almeno 250 persone dedicate alla ricerca tra il personale strutturato di università ed enti facenti che partecipano al progetto e che il numero di Spoke si compreso tra un minimo di 5 e un massimo di 15.

I proponenti potranno presentare le proposte progettuali, esclusivamente attraverso la piattaforma informatica Gea del ministero dell’università e della ricerca, a partire dalle ore 12 del 17 gennaio e fino allo stesso orario del 15 febbraio 2022.

La valutazione delle proposte progettuali – che sarà effettuata da cinque Commissioni, una per ogni tematica, composte da un panel di esperti, italiani o stranieri – avverrà in due fasi distinte alle quali seguirà una fase negoziale condotta da una Commissione nominata con decreto del ministro e composta da un rappresentante del Mur, da uno del ministero dell’Economia e delle Finanze e dai coordinatori dei panel di esperti coinvolti nelle precedenti fasi di valutazione.

La durata del programma di ricerca è di 3 anni a partire dalla data indicata nel decreto di concessione del finanziamento che verrà sottoscritto al termine della fase di negoziazione e potrà essere estesa, su autorizzazione del ministero, non oltre il 28 febbraio 2026.

Redazione

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