Interviste

Bici elettriche, la rivoluzione nel design: il progetto (vincente) di V-Ita

"Con il Covid le persone hanno scoperto, o riscoperto, che esiste un modo ecologico di muoversi diverso dai mezzi pubblici e quindi hanno cominciato a guardare alle bici e alle e-bike con maggiore interesse".

Trasformare le bici elettriche da uno strumento di mobilità a un fenomeno di costume. È la scommessa di V-ita, società nata nel 2019 e che già l’anno scorso ha superato i 10 milioni di fatturato, tanto che la definizione di startup comincia a starle un po’ stretta.

Come vogliono vincere questa scommessa, lo abbiamo chiesto al CEO del gruppo, Carlo Parente.

A noi piace muoverci sui terreni a noi congeniali. Il Made in Italy è conosciuto per il gusto, il design e l’eleganza. Abbiamo così puntato su quello. Questo non significa che non ci sia tecnologia, anzi. Il nostro centro di ricerca e sviluppo fa un gran lavoro, ma a quello aggiungiamo la possibilità di dare un tocco personale alla propria bici elettrica e offriamo 116.000 combinazioni per il colore. In questo modo l’e-bike diventa come un capo di abbigliamento personalizzato da indossare e che esprime noi stessi e i nostri gusti. Così vogliamo arrivare alle tante persone che non penserebbero mai di comprare una bici e, al tempo stesso, possiamo competere sui mercati esteri”.

Quindi si può ancora produrre bici in Italia ed esportarle?

“La nostra produzione è in Campania e l’head quarter commerciale a Milano. Ci piace pensare che in questo modo uniamo le anime del nostro Paese. Per l’export stiamo già crescendo e il 10-15% del nostro fatturato arriva dall’estero. Chiaramente vendere oltre confine comporta una certa organizzazione e la stiamo sempre più implementando. L’obiettivo nei prossimi anni è aumentare la quota di export, tant’è che siamo stati tra gli sponsor del padiglione Italia di Dubai 2020”.

Gli incentivi per le bici hanno aiutato il settore?

Sono stato un piccolo booster, ma la vera differenza l’ha fatta la pandemia. Con il Covid le persone hanno scoperto, o riscoperto, che esiste un modo ecologico di muoversi diverso dai mezzi pubblici e quindi hanno cominciato a guardare alle bici e alle e-bike con maggiore interesse”.

Oltre gli incentivi cosa serve?

“La vera svolta avverrà se riusciamo a promuovere e ad avvicinare le persone a questo nuovo modo di muoversi. Si parla tanto di sostenibilità ma, banalmente, anche le piste ciclabili fanno parte di un mondo più ecologico. Quindi, se potessi chiedere qualcosa alle istituzioni chiederei maggiori infrastrutture per una mobilità veramente sostenibile. Dall’altro lato anche i privati possono e debbono fare la loro, collaborando con le istituzioni. La svolta green che tanto si invoca non la può fare lo Stato o le istituzioni da soli, ma ha bisogno di un dialogo e una partnership pubblico-privato costante”.

Romolo Napolitano

Giornalista professionista dal 2011 è stato, non ancora trentenne, caporedattore dell’agenzia di informazione videogiornalistica Sicomunicazione. Ha lavorato 3 anni negli Stati Uniti in MSC. Al suo ritorno in Italia si è occupato principalmente di uffici stampa e comunicazione d'impresa. Attualmente è giornalista, copywriter e videomaker freelance. Si occupa, tra le altre cose, di tecnologie, nautica e sociale.

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