Innovazione

Coderblock, la PMI Italiana a un passo dal primo metaverso nostrano

Di metaverso se ne parla molto in questi giorni. Nelle ultime settimane, ha fatto scalpore la notizia di Mark Zuckemberg, Ceo e fondatore del celebre social network Facebook (e della società omonima), della sua prossima spedizione verso la conquista (ancor di più) dello spazio virtuale: per l’appunto, il metaverso, una sorta di ecosistema virtuale e parallelo alla realtà, di tipo immersivo e coinvolgente.

Col rischio di prefigurare scenari distopici, la tecnologia avanzata del metaverso di Zuckemberg si configurerà, almeno nelle intenzioni, come «un luogo dove giocare, comprare beni virtuali, collezionare arte virtuale, trascorrere il tempo libero con i sosia virtuali (avatar) degli altri, e partecipare a riunioni di lavoro sempre virtuali» secondo le parole del Ceo di Facebook.

Ma, spostando lo sguardo un po’ più a sud e più vicino al Bel Paese, anche in Italia si inizia a parlare di metaverso: Coderblock, una PMI palermitana tutta italiana, sta pensando a come costruire la prima città in una realtà tridimensionale e condivisa da tutti, con tanto di economia virtuale propria, è un’idea italiana sempre più vicina.

Coderblock e il metaverso italiano

Non è il primo passo che l’azienda muove in questa direzione: già da diversi anni la PMI innovativa di Palermo, che si occupa di creare esperienze virtuali per brand come Procter & Gamble, Fintech District, Ja Italia, WomenX Impact, inCowork e Campus Party, ha spostato le sue sedi di lavoro in uffici virtuali.

Siamo partiti in due nel 2016, oggi contiamo un team internazionale e clienti da tutto il mondo – spiega in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Danilo Costa, 33 anni, ceo & founder di Coderblock, insieme alla compagna Aura Nuccio, 35 anni, oggi Head of Design e direttore operativo della società- Negli ultimi 3 anni siamo passati dalla creazione dei primi uffici virtuali in 3D, creando esperienze di collaborazione da remoto più immersive ed autentiche, alla realizzazione di vere e proprie esperienze in digitale come eventi, convention, conferenze, fiere ed iniziative aziendali.

Durante la pandemia ci hanno contattato moltissime aziende in cerca di una soluzione che potesse rendere l’interazione tra persone sempre più fluida, anche in virtuale. Ricordo che abbiamo messo in piedi la prima convention aziendale tre settimane dopo lo scoppio della pandemia. In quell’occasione abbiamo creato un evento per una multinazionale dedicato a tutti i dipendenti dislocati nelle varie sedi con tanto di brindisi digitale e djset“.

“Seppur oggi siamo in una fase diversa, in cui le persone vogliono tornare a vivere gli eventi in presenza, l’interesse delle aziende verso la creazione di mondi virtuali immersivi in cui costruire una propria vita immaginaria, se vogliamo, sta crescendo in più settori.

Non solo per la riproduzione di uffici, ma anche eventi, convention aziendali, corsi di formazione senza dimenticare il mondo del retail, sempre più orientato all’omnicanalità. Ed è per questo che siamo pronti al passo successivo”, continua Costa.

Ed è proprio da questo ecosistema digitale, e avendo chiaro l’obiettivo di esplorare nuovi orizzonti e muoversi in direzione dello sempre più funzionale ed evoluto della piattaforma SaaS per la creazione di ambienti virtuali immersivi personalizzati e totalmente gestiti dagli utenti, Coderblock apre la seconda campagna di crowdfunding finalizzata allo sviluppo del primo metaverso condiviso in Italia.

La piattaforma, già oggi disponibile sul sito dell’azienda, non ha bisogno di installazione e risulta accessibile da qualsiasi browser, proprio per permettere alle aziende di creare e personalizzare il proprio ambiente virtuale senza conoscenze tecniche avanzate o l’intervento di sviluppatori o programmatori.

Compatibile con qualsiasi gestionale aziendale, permette l’integrazione con tecnologie come chatbot, e-commerce e sistemi di pagamento digitale e supporta diverse opzioni per creare ambienti personalizzati as a service: dalla scelta dell’arredamento alla personalizzazione dell’avatar, nel metaverso è possibile affittare una location più o meno grande, come una sala meeting ad esempio, e attivare una videoconferenza. E, non ultimo, può rendere scalabile il processo di acquisizione clienti e gettare le fondamenta per il prossimo processo di internazionalizzazione del prodotto.

“Dopo aver proposto una concezione nuova di lavoro da remoto con uffici virtuali, trasportando i lavoratori in una nuova dimensione, ci siamo concentrati sulla creazione di mondi immersivi, con spazi per expo e conferenze, in cui le persone possono muoversi nel mondo virtuale con i propri avatar, come se fossero nella realtà.

Ma non finisce qui, abbiamo dato vita anche al primo campus virtuale in 3D dedicato alla formazione, in cui è possibile scegliere la propria postazione, aprire una chat e ritrovarsi in pausa a prendere un caffè virtuale con i colleghi. In poche parole, abbiamo reso umana un’esperienza che altrimenti sarebbe stata impersonale”, spiega Jacopo Paoletti, Partner & Advisor in Coderblock.

La vera ambizione di Coderblock è quella di unire gli ambienti virtuali in un unico metaverso che avrà la forma di una città virtuale in cui muoversi con il proprio avatar tra esperienze di ogni genere. Il metaverso di Coderblock, infatti, punta ad andare oltre la realtà virtuale, per essere ancora più intuitivo e funzionale, grazie alla piattaforma che permette di entrare anche da smartphone o pc, con un semplice click sul sito, senza installare software esterni e senza bisogno di supporti visivi.

“A differenza di Meta, la nuova realtà di Mark Zuckerberg, la nostra idea è quella di permettere agli utenti di entrare nella città virtuale anche da pc o mobile, per avere il proprio mondo a disposizione in qualsiasi momento della propria vita. Abbiamo reso la piattaforma semplice per qualsiasi livello di digitalizzazione.

Ad esempio, uno degli eventi che abbiamo realizzato di recente, dedicato al mondo del wedding, ha visto la partecipazione entusiasta di espositori over 65. Questo test ci ha permesso di capire quanto questo strumento sia un valore aggiunto per connettere diverse generazioni.

Non più solo virtualmente, ma all’interno di una realtà ideale in cui vivere una vita alternativa, almeno per un determinato tempo, che inizia in virtuale e può continuare fuori, sfruttando l’avanzata tecnologia della tridimensionalità. Il metaverso diventa così un ottimo strumento di lead generation e di networking, aperto a tutte le opportunità di business e crescita” conclude Costa.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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