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Trump annuncia il suo social “della verità”. Gli esperti: “Sarà un flop”

Donald Trump non ci sta più ad essere escluso dalle piattaforme social. Ed è così convinto di essere dalla parte del giusto che ha deciso di fondare un suo social network, il Truth Social (letteralmente, social della verità) per contrastare Twitter, Facebook e gli altri social media che l’hanno messo al bando dopo l’assalto al Congresso da parte dei suoi sostenitori il 6 gennaio.

L’ex Presidente degli Stati Uniti ha riacceso il fuoco della polemica proprio nei giorni in cui Facebook vive all’ombra dello scandalo (presunto) dei papers: “la corruzione di queste piattaforme non può essere ignorata“, denuncia in una dichiarazione diffusa da Trump Media & Technology Group, il gruppo che gestisce il nuovo social media insieme ad un nuovo canale tematico.

“Siamo andati molto oltre nel terreno scivoloso della censura nel nostro Paese – ha poi aggiunto – e gli argomenti di cui agli americani si vieta di discutere sono le questioni più importanti della vita quotidiana”.

Il Truth Social di Trump, annunciato in queste ore ma disponibile al pubblico a partire dall’anno venturo, ha un obiettivo chiaro: si batterà contro la censura dei “rimproveri ipocriti e degli autoproclamati arbitri” che decidono quello che gli altri possono “pensare, dire, condividere e fare”.

“Viviamo in un mondo dove i talebani hanno un’enorme presenza su Twitter, mentre il vostro presidente preferito viene silenziato. Questo è inaccettabile!”, ha detto ancora Trump in una nota della Trump Media & Technology Group, la società media di cui è presidente.

Il parere degli esperti: il social di Trump sarà un fallimento

Insomma, sembra chiaro che l’obiettivo di Trump – che, fra l’altro, ama far parlare di sè – è quello di “sfidare l’egemonia dei giganti di Big Tech e dei boss di Big Media”. Con la veste da super eroe biondo, Trump annuncia infatti che “questa impresa è molto più di una mossa politica, si tratta di salvare il Paese”.

Mentre staremo a vedere gli sviluppi della roboante quanto demagogica impresa, gli esperti di marketing americani dell’International Advertising Association hanno già analizzato il fenomeno.

“Per ovviare all’esclusione dai principali social network Donald Trump ha appena annunciato il lancio di un proprio social media. In un’epoca in cui tutti possono essere dei media, quello di dare vita a piattaforme social “parallele” è un trend in forte sviluppo, in particolar modo a livello aziendale. I social network saranno sempre più canali di vendita diretti e il cosiddetto influencer marketing, da qui ai prossimi anni, vedrà un consistente aumento degli investimenti da parte dei responsabili marketing“. 

E’ un fenomeno che senza dubbio è in forte ascesa – commenta Stella Romagnoli, direttore generale di IAA – International Advertising Association – le aziende si stanno organizzando in questo senso, lo vediamo in particolare all’estero con le realtà più strutturate. Questo trend avrà sicuramente un boom iniziale, che favorirà i primi che lo sperimenteranno, e potrebbe funzionare bene sia a livello di branding che commerciale per fidelizzare i propri clienti o attirarne di nuovi, a patto, però, che non diventi un fenomeno allargato e replicato da altri siano essi politici, associazioni, personaggi famosi o aziende”.

Con il passare del tempo, infatti, l’euforia per la novità sarà passata, vedi quello successo con Clubhouse, e il grande numero di piattaforme non farà altro che disperdere e annacquare l’attenzione degli utenti che perderanno presto interesse. Se questo scenario dovesse crearsi i social media ‘aziendali’ saranno si un trend ma con un raggio d’azione molto breve.”

Insomma, è ancora presto per dire se il futuro social di Donald Trump avrà spazio e riuscirà a cavalcare la scena globale con la sua piattaforma, fornendogli uno spazio immenso e (quasi) illimitato alle sue iniziative. Sta di fatto, però, che Truth Social è già stato quotato in borsa diventando in pochi giorni un unicorno. Che riponga pure il suo mantello da eroe a favore dell’abito da imprenditore: di sicuro, sono gli abiti che gli si addicono di più.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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