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Gender gap, al Women Forum 30 Ceo firmano patto equità. Bonetti: Aumenteremo congedo di paternità

"Il nostro obiettivo è di realizzare una ‘She Covery for all’, una ripresa inclusiva e sostenibile che metta il ruolo delle donne al centro dell’agenda del G20"

Una giornata positiva e carica di nuove aspettative quella che si sta svolgendo al Women Forum a Milano, in occasione del G20. Una sfida, trasversale e condivisa, al gender gap e al gender pay gap orientata tutta al raggiungimento dell’equità di genere, in particolar modo nell’ambiente lavorativo, in generale come impegno sociale ed economico.

Equità di genere, l’impegno delle aziende contro il gender gap

Sono già 30 i Ceo che hanno firmato, al Women Forum, il patto per l’equità di genere che contrasterebbe il gender gap. Fra i punti da promuovere, hanno trovato spazio la garanzia di adottare un approccio maggiormente inclusivo, la volontà di raggiungere il target del 50% (almeno) dei posti “in rosa” per le aziende, la garanzia delle eque opportunità di ottenere promozioni per le donne assunte in azienda.

In altre parole, un manifesto per dire in modo condiviso “basta” al gender gap: da osservatori esterni, è forte la speranza che non sia solo una dichiarazione di intenti a seguito dell’approvazione della legge alla Camera (ora attesa in Senato) sulla parità salariale, che incentiva la presenza femminile nel mercato del lavoro e rafforza il concetto di contrasto al “gender gap” nelle retribuzioni.

Comunque, sono numerose le aziende che hanno deciso di “mettere la faccia” nel contrasto al gender gap: fra i 30 Ceo firmatari, vi sono esponenti di aziende nazionali e internazionali come Elena Goitini (Bnp Paribas), Antimo Peretta (Axa Europa e America Latina), Jean Pierre Clamadieu (Engie), Michele Crisostomo (Enel) Antonella Centra (Gucci), Paola Angeletti (Intesa Sanpaolo), Marco Alverà (Snam), Silvia De Dominicis (Johnson&Jonhnson), Silvia Candiani (Microsoft Italia), Emma Marcegaglia, Lubna Olayan (Olayan Financing Company), Andrea Orcel (Unicredit), Anne-Gabrielle Heilbronner (member of the Directoire and Secretary General Publicis Group), Denis Terrien (Salesforce Europa), Carlo d’Asaro Biondo (Noovle), Davide Bollati (Davines), Olivier Micheli (Data 4), Bernadette Bevacqua (Henkel Italia), Blanca Trevino (Softek), Luigi Paro (Spencer Stuart), Yessie Yosetya (XL Axiata Tbk Indonesia) e Massimo Giordano (Mckinsey).

Il nostro obiettivo è di realizzare una ‘She Covery for all’, una ripresa inclusiva e sostenibile che metta il ruolo delle donne al centro dell’agenda del G20″, spiega Chiara Corazza, rappresentante speciale per il G7 e G20 del Women’s Forum for the Economy & Society:

Per questo presenteremo 10 proposte operative ai grandi del pianeta riuniti ad ottobre a Roma. E per questo stiamo coinvolgendo i vertici delle maggiori imprese nazionali e internazionali, affinché diventino i nostri ‘Ceo Champions’, ‘Campioni dell’eguaglianza di genere impegnandosi a firmare un Patto per lo ‘Zero Gender Gap’“.

Bonetti rafforza l’impegno del Governo

Il clima di cambiamento e la spinta all’azione contro il gender gap non vengono, però, solo dalle aziende e dal mondo imprenditoriale: il Ministro alle Pari Opportunità Elena Bonetti ha affermato di essere orgogliosa che l’Italia, che presiede il G20, abbia messo il tema del gender gap al centro dell’attenzione dei Paesi.

“Sono orgogliosa del fatto che sotto la presidenza italiana del G20 e in un momento storico così cruciale i ceo di così importanti aziende abbiano aderito a un impegno così significativo e concreto per il raggiungimento della parità di genere e l’empowerment femminile”.

Quello di oggi a Milano, continua, è “un momento di grande opportunità e di grande responsabilità: il nostro Governo è primariamente impegnato nel mettere al centro la parità di genere e nel mettere a terra gli obiettivi che nell’ambito della prima strategia nazionale per la parità di genere porteranno il nostro Paese a fare finalmente passi avanti”.

Ma non solo. Al netto delle dichiarazioni, il Ministro Bonetti ha annunciato anche una rivoluzione culturale e lavorativa di non poco peso, contenuta nel Family Act: l’impegno del Governo per garantire il congedo di paternità obbligatorio oltre i 10 giorni previsti attualmente.

Perché è fondamentale, in ottica di gender gap? Perché in questo modo, si distribuisce in modo equo – culturalmente, socialmente ed economicamente – il “peso” della maternità e della gestione dei primi mesi dell’infanzia del bambino.

Nel Family Act si prevede fino a tre mesi di congedo di paternità con un aumento graduale ma l’importante è parificare la responsabilità maschile a quella femminile. Questo rimuove un gap in entrata nel mondo del lavoro: oggi per un’azienda costa di più assumere una donna e questo costo va rimosso”, spiega la Bonetti.

Ad ogni modo, “colmare il divario salariale è uno degli obiettivi della strategia nazionale della parità di genere: il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per figli che nascono e lavoro femminile. Noi vogliamo ribaltare questo schema e lo facciamo con il Family Act e con la strategia nazionale sulla parità di genere“. 

Nel Family Act, “che attende l’ultimo voto alla Camera e poi passerà al Senato”, spiega il Ministro, “è prevista la riforma complessiva dei congedi parentali. Ad oggi abbiamo 10 giorni obbligatori ma serve una riforma che porti a un aumento dei giorni ma anche all’aumento della condivisione e della flessibilità di utilizzo di questo strumento”

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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