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L’impatto delle valute digitali sul denaro: un mercato da 1mld di dollari

Se il concetto di valute digitali è stato introdotto più di un decennio fa, i recenti studi sulle borse azionarie e sul mercato stanno evidenziando sempre di più quanto le stablecoin e le criptovalute si stiano imponendo nell’economia mondiale.

Secondo l’ultimo report di Visa, la joint venture multimilionaria che domina il mercato delle carte di debito e credito, gli utilizzatori delle valute digitali sono una “comunità in crescita che sta cambiando la cultura del denaro“. Non è ignoto, infatti, che le banche centrali di tutto il globo (anche la BCE, ad esempio, ha avviato nei mesi scorsi una sperimentazione per l’utilizzo della criptovaluta- Euro digitale) stiano guardando con attenzione a questo crescente mutamento, né che i Paesi di tutto il mondo siano alla ricerca, a colpi di leggi e direttive, di un modo per regolare l’utilizzo delle valute digitali (ne sono un esempio la Turchia e la Cina).

Come vengono utilizzate le valute digitali

Stando allo studio di Visa, le valute digitali che vengono utilizzate negli USA nei portafogli digitali regolamentati e affiliati a Visa sono pari ad un valore economico di circa un miliardo di dollari. Visa, infatti, ha lanciato da diverso tempo un programma di “affiliazione” con esercenti commerciali e negozi per far usufruire ai consumatori del pagamento “tap to go”, per connettere la criptoeconomia con il suo network.

In altre parole, è possibile pagare in criptovalute, con un “tap” sul cellulare, la lavanderia, il bar, la spesa e quanto altro rientra nella rete di connessione con le valute digitali. Questo significa che le valute digitali hanno un alto potenziale di estendere i pagamenti digitali a persone e luoghi, andando a modificare significativamente la user experience – da una parte – e l’accessibilità al pagamento elettronico e diretto dall’altra.

Si può quindi dire che le valute digitali stanno contribuendo a modellare il ruolo e l’utilizzo del denaro? Probabilmente si. Il report evidenzia in più punti come

il crescente interesse tra i consumatori, sviluppatori, clienti e regolatori è innegabile: è in corso un cambiamento comportamentale, soprattutto nella Generazione Z e nei Millennial. Un recente sondaggio ha scoperto che il 55% dei giovani di 18-34 anni negli Stati Uniti intende acquistare bitcoin nei prossimi 5 anni (vs. 32% nel 2017).

Inoltre, l’ecosistema di sviluppatori di criptovalute sta fiorendo con la continua crescita del numero di sviluppatori che creano nuove applicazioni per fornire valore alla fine utenti:

Ethereum, una delle più grandi reti crittografiche, ha visto 215% di crescita degli sviluppatori attivi negli ultimi 3 anni.

Come se non bastasse, sta diventando palese anche l’interesse del mondo fintech e delle istituzioni finanziarie:

Alcune delle istituzioni finanziarie più grandi e rinomate stanno esplorando attivamente i casi d’uso della valuta digitale, ad esempio JPM Coin di JP Morgan. Inoltre, con la proliferazione di fintech cripto-nativi, sempre più non cripto-nativi fintechs stanno lanciando nuove funzionalità crittografiche e prodotti: ad esempio, le principali aziende fintech come Square, SoFi, Revolut, Robinhood e PayPal stanno fornendo maggiore accesso alle criptovalute.

La tendenza ad utilizzare valute digitali, quindi, almeno Oltreoceano non sembra in diminuzione e anzi, si sta tracciando il solco per una trasformazione digitale dei servizi finanziari di alto impatto e utilizzo.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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