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Arera e il paradosso del mercato libero in Italia: costa più di quello tutelato

Solo 64 offerte luce e 65 gas in mercato libero sono più convenienti del tutelato che andrà in pensione nel 2023. Una situazione preoccupante che racconta un'Italia il cui mercato ha ancora bisogno di essere tenuto per mano dall'Autorità statale. E l'acqua non fa differenza.

Energia elettrica e gas costano di più nel mercato libero che in quello tutelato: questa in sintesi la conclusione a cui è arrivata Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) rendendo pubblici i risultati del primo monitoraggio “dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas”. I numeri sembrano parlare chiaro: nel periodo che va dal gennaio del 2020 al giugno di quest’anno oltre il 90 percento delle proposte di fornitura in mercato libero del gas sono più svantaggiose di quelle del mercato tutelato e la percentuale supera il 95 percento per la fornitura di energia elettrica.

Volendo guardare oltre le percentuali, per rendere l’idea della situazione di cui parliamo, solo 64 offerte luce e 65 gas, a prezzo fisso e variabile, sono più vantaggiose del servizio in tutela. E con il mercato tutelato che – salvo ulteriori proroghe – abbandonerà il Belpaese nell’anno 2023, questa situazione fa riflettere e preoccupare.

E a finire nel mirino, manco a dirlo, sono i call-center in outbund. “L’approfondimento – spiega il capogruppo Movimento 5 Stelle alla Camera Davide Crippa – mette in evidenza come la scelta di uscire dal mercato tutelato sia basata su azioni a dir poco aggressive di marketing, sia tramite call center sia porta a porta, e non attraverso il Portale Offerte di Arera, ancora troppo poco conosciuto e utilizzato. Risulta addirittura che spesso questi venditori dicano ai cittadini che il regime della maggior tutela stia per decadere a giorni, spingendoli dunque a passare al mercato tutelato senza alcuna possibilità di verificare e confrontare le opzioni disponibili”.

Del resto, la stessa Arera nel suo report aveva evidenziato che “i nuovi utenti vengono convinti dalle chiamate dei call center o dalla visita di un’agente di vendita: questi metodi non permettono di fare una scelta consapevole né comparare le offerte più interessanti, incappando così in bollette ancora più salate”.

Sono “dati illuminanti che dimostrano come siamo ben lungi dall’avere un mercato concorrenziale“, afferma Marco Vignola, responsabile della UNC (Unione Nazionale Consumatori) per il settore energia. Poi suggerisce:

“Il mercato tutelato deve restare ancora ben oltre l’1 gennaio 2023. Non si può fare il mercato libero, infatti, sulle spalle e le tasche delle famiglie”.

Marco Vignola, Unione Nazionale COnsumatori

Il Portale Offerte dell’Arera, operativo dal 2018, contiene a giugno più di 4800 offerte disponibili alla consultazione e alla comparazione della spesa. Uno strumento utile ma di cui ancora ci si avvale proprio.

Per garantire maggiore trasparenza, l’Autorità effettua – anche avvalendosi di Acquirente Unico – specifici controlli giornalieri su un campione di offerte (circa 400 al mese) relativi alle offerte pubblicate nel Portale. Con altri controlli a campione si verifica inoltre la coerenza tra le informazioni pubblicate sul Portale Offerte e quelle presenti sul sito del venditore. L’Autorità ha anche rafforzato gli strumenti di comparazione delle offerte, per migliorare la comprensibilità delle informazioni contrattuali e le stesse condizioni economiche.

Il “water service divide”

Altre notizie preoccupanti l’Arera le diffonde sul tema della gestione del servizio idrico, che definisce come “water service divide” tra nord e sud. La questione è già attenzionata da anni, ma dato anche il tema PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) l’Arera ha segnalato a Parlamento e Governo italiano che sussiste ancora una profonda spaccatura tra settentrione e meridione sull’erogazione e fornitura d’acqua e sulla gestione idrica.

“A fronte di una ampia area, collocata in prevalenza al Nord e al Centro, in cui i servizi, gli investimenti, l’attività legislativa, il funzionamento degli enti di governo dell’ambito e le capacità gestionali degli operatori appaiono in linea con i più elevati obiettivi del settore idrico, persistono situazioni, principalmente nel Sud e nelle Isole, in cui si perpetuano inefficienze”.

Arera

Considerando che nel PNRR inviato all’Europa si segnala che “nel Mezzogiorno l’insufficiente presenza di gestori industriali e l’ampia quota di gestione in economia, traccia un quadro del comparto idrico molto frammentato e complesso” e che “precedenti esperienze dimostrano che nel Mezzogiorno l’evoluzione autoctona del sistema non è percorribile senza un intervento centrale finalizzato alla sua risoluzione”, Arera giudica “condizioni necessarie per l’allocazione delle risorse del PNRR” la presenza di “un ente di governo dell’Ambito pienamente operativo” ed il “completamento delle procedure di affidamento del servizio ad un gestore integrato”.

Anche in questo caso, quindi, per l’Authority la strada verso l’autonomia di mercato è ancora lunga da fare.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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