Impresa e StartupInnovazione

Veneto, 8 mln per l’innovazione ad aziende e liberi professionisti

È stato approvato un nuovo bando dalla giunta della Regione Veneto per la concessione di agevolazioni a favore di imprese e liberi professionisti che mettano in campo progetti di innovazione. L’informazione è resa nota dalla stessa Giunta regionale in un comunicato stampa che contiene il bando del progetto.

Il bando della Regione Veneto è a doppio binario: si rivolge da una parte alle imprese, startup e PMI del territorio per il finanziamento di interventi di “innovazione di processo” e di “innovazione dell’organizzazione”; dall’altra anche a liberi professionisti con interventi riguardante l’“innovazione o trasformazione digitale”, operanti nel territorio della regione Veneto. I fondi messi a disposizione raggiungono gli otto milioni di euro, di cui 2,4 destinati a progetti di liberi professionisti.

Con il provvedimento intendiamo dare una forte risposta al mondo delle nostre imprese che chiede strumenti e mezzi a sostegno dell’innovazione, ma soprattutto ai professionisti che spesso sono il motore dell’innovazione nelle imprese stesse, essendo coloro che disegnano e coordinano tali progetti. E anche per questo meritano attenzione particolare”.

l’Assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato che ha proposto la delibera

Come funziona il bando della Regione Veneto

Per il bando sull’innovazione della Regione Veneto, le domande di contributo dovranno essere presentate per i liberi professionisti dal 5 al 12 luglio 2021, per le imprese dal 19 al 26 luglio 2021. I progetti finanziati dovranno avere una durata massima di 18 mesi.

Le agevolazioni saranno concesse in forma mista di un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato, con percentuali che varieranno a seconda della tipologia di progetto finanziato e della natura del beneficiario.

La domanda di agevolazione va presentata a Veneto Sviluppo, che si occuperà di gestire e coordinare i procedimenti amministrativi.

Le imprese richiedenti l’agevolazione devono rispettare i seguenti requisiti specifici:
a) essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel registro delle imprese tenuto presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente per territorio. Sono ammesse anche le imprese estere, purché aventi sede legale in uno Stato membro dell’Unione Europea e aventi almeno un’unità locale in Veneto regolarmente registrata nel repertorio economico amministrativo (REA). A pena di inammissibilità, le società di capitali devono aver rispettato gli obblighi di pubblicazione del bilancio previsti dagli articoli 2435 e 2478 bis del Codice Civile;
b) avere almeno un’unità locale situata in Veneto, risultante dalla visura camerale, in cui saranno realizzate le attività finanziate con il presente bando;
c) svolgere un’attività, principale o secondaria, appartenente alla classificazione “C – Attività manifatturiere” (da codice ATECO “10” fino a codice ATECO “33.20.09”). Alla stessa attività deve anche riferirsi l’intervento finanziato con il presente bando.

I liberi professionisti richiedenti l’agevolazione devono rispettare i seguenti requisiti specifici:
a) avere partita IVA attiva;
b) essere regolarmente iscritti all’ordine o collegio professionale, oppure essere aderenti ad associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico e in possesso dell’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciato ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”, articoli 4, 7 e 8;
c) avere identificato all’interno del territorio della regione Veneto il luogo di esercizio prevalente dell’attività così come riportato nella “Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA”.

Inoltre, il finanziamento agevolato è composto da due quote paritarie, così composte:

  • una quota di provvista pubblica, a tasso zero, agevolata (“Quota Fondo”), con assunzione del rischio di mancato rimborso da parte del Beneficiario e a carico del Fondo per la parte di competenza;
  • una quota di provvista privata, messa a disposizione dal Finanziatore (“Quota Finanziatore”) ad un tasso non superiore al “Tasso Convenzionato”.
    Saranno applicate le seguenti condizioni:
  • durata massima di rimborso 7 anni comprensivi di eventuale preammortamento (escluso quello tecnico per allineamento scadenze);
  • rimborso a rate semestrali posticipate scadenti a fine trimestre solare.

Quali progetti sono ammessi

L’intervento di «innovazione di processo» e/o di «innovazione dell’organizzazione» del bando della Regione Veneto comprende le seguenti tipologie di spese:

  • Servizi di consulenza per l’innovazione (consulenza esterna) di natura tecnica utilizzati
    esclusivamente ai fini dell’intervento d’innovazione;
  • Costi delle conoscenze, delle competenze e dei brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne
    alle normali condizioni di mercato e utilizzati esclusivamente ai fini dell’intervento d’innovazione;
  • Costi di esercizio, relativi ai costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente
    imputabili all’intervento d’innovazione e i costi accessori relativi all’ottenimento del finanziamento
    agevolato;
  • Investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, compresi negli elenchi ministeriali
    relativi a “Industria 4.0” (Allegati “A” e “B” della Legge di stabilità 2017 . Sono sempre esclusi i leasing o le locazioni finanziarie.

L’intervento di innovazione o trasformazione digitale comprende le seguenti tipologie di spese:

  • Progettazione, sviluppo e produzione di una nuova architettura telematica (esclusi i costi di successiva manutenzione) funzionale all’innovazione o trasformazione digitale dell’attività professionale;
  • Investimenti in beni strumentali materiali: acquisto di strumenti e attrezzature nuovi e professionali, per l’innovazione o trasformazione digitale dell’attività professionale. Tali beni devono essere installati nella sede di svolgimento del progetto, ovvero posti a servizio esclusivo dell’attività professionale svolta nella sede. Sono sempre esclusi i beni non capitalizzati (ossia i beni consumabili o di vita utile inferiore a un anno), gli arredi e mobili per l’ufficio, i leasing o le locazioni finanziarie;
  • Investimenti in beni strumentali immateriali: brevetti, software, conoscenze e know how tecnico, funzionali all’innovazione o trasformazione digitale dell’attività professionale;
  • Costi di esercizio, relativi ai costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi, direttamente imputabili all’intervento di innovazione o trasformazione digitale e i costi accessori relativi all’ottenimento del finanziamento agevolato.

Redazione

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