Economia

Parte (finalmente) lo Smart Money, l’incentivo per le startup innovative

Atteso dal mese di gennaio, quando abbiamo anticipato la notizia, finalmente è tutto pronto per partire con lo Smart Money, il contributo agevolativo del Ministero dello Sviluppo Economico rivolto alle startup innovative.

Secondo quanto previsto dall’art. 38 comma 2 del Decreto Rilancio, verranno messi a disposizioni nove milioni e mezzo di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per le start up innovative. L’obiettivo della misura è quello di supportare, da una parte, le spese sostenute dalle start up connesse alla realizzazione di un piano di attività svolto in collaborazione con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione operanti per lo sviluppo di imprese innovative; dall’altro, i fondi serviranno per poter recuperare investimenti nel capitale di rischio delle startup attuati dai medesimi attori dell’ecosistema dell’innovazione.

(dal nostro articolo del 28 gennaio 2021)

La data di partenza è stata fissate per il prossimo 24 giugno: a partire dalle ore 12,00 sarà possibile presentare la domanda online sulla piattaforma di Invitalia.

Come funziona lo Smart Money e cosa finanzia

Per la misura dello Smart Money le startup innovative costituite da meno di 24 mesi o team di persone fisiche con sede in Italia e in fase Pre-seed o Seed potranno richiedere un contributo a fondo perduto per sostenere l’acquisto dei servizi forniti dagli enti abilitati, come ad esempio incubatori, acceleratori, organismi di ricerca ed innovation hub.

Lo Smart Money prevede due step in termini di agevolazioni:

Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Per ottenere l’agevolazione Smart Money, le imprese dovranno presentare dei progetti di sviluppo che: contengano una soluzione innovativa da proporre sul mercato, con un modello di business scalabile, da sviluppare nei dettagli operativi in una fase successiva; puntino sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali all’interno dell’impresa, attraverso i soci e/o il team proposto, o con professionalità da reperire sul mercato; siano nella fase di individuazione del mercato o siano vicini alla fase di test di mercato, con lo sviluppo di un prototipo (Minimum Viable Product) o con la prima sperimentazione del prodotto o servizio per misurare il gradimento dei potenziali clienti e/o investitori. 

I progetti dovranno prevedere piani di attività da realizzare in almeno 12 mesi ed evidenziare che l’utilizzo dei servizi specialistici sia diretto ad accelerare lo sviluppo di uno specifico progetto.  Per presentare domanda di agevolazione, bisogna essere in possesso di un pre-accordo o un contratto che evidenzi il coinvolgimento di un ente abilitato nello sviluppo del progetto presentato. 

Per questa fase dello Smart Money, i servizi ammissibili possono riguardare: la consulenza organizzativa, operativa e strategica per lo sviluppo e la realizzazione del progetto; la gestione della proprietà intellettuale; il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale; lo sviluppo e lo scouting di tecnologie; la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale; i lavori preparatori per campagne di crowfunding. Sono inoltre ammissibili i servizi di incubazione come l’affitto dello spazio fisico e i servizi accessori di connessione e le attività di networking, se direttamente collegati ai servizi indicati nell’elenco.

Per ottenere l’incentivo dello Smart Money bisogna tenere in considerazione che si può presentare domanda per le spese da sostenere dopo la domanda di agevolazione e nei 18 mesi successivi all’ammissione.  L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili.

Il contributo è riconosciuto ai sensi del “de minimis” e nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento (UE) n. 1407/2013, ai sensi del quale l’aiuto massimo concedibile per ciascuna “impresa unica” non può superare l’importo di 200.000 euro in tre anni.

Solo una volta completato il primo step dello Smart Money, è possibile accedere alla seconda linea delle agevolazioni che riguarda:

Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative
Le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo. 

Per ottenere il contributo collegato all’investimento della seconda fase dello Smart Money, l’operazione deve essere in equity, di importo superiore a 10.000 euronon raggiungere la quota di maggioranza nel capitale sociale e garantire una permanenza per almeno 18 mesi. E la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding. 

Per questa linea di intervento è previsto un contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro.

Per presentare la domanda bisognerà attendere l’apertura dello sportello Smart Money sul sito di Invitalia.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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