Interviste

Recovery Fund e innovazione per rilanciare le imprese al Sud

Il Recovery Fund per rilanciare le imprese del Sud Italia, con uno sguardo all'innovazione e alla digitalizzazione: ne parliamo con Gennaro Saiello

Innovazione e sostenibilità per la competitività e il rilancio delle imprese, ma anche un sapiente utilizzo delle risorse del Recovery Fund. La IV Commissione Speciale, istituita quest’anno in seno al Consiglio Regionale della Campania, si pone delle sfide importanti per la ripresa. La presiede Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle che racconta a F-Mag quali sono gli obiettivi da centrare anche grazie al giusto utilizzo del Recovery Fund.

Consigliere, la attende un lavoro ambizioso…
“Un lavoro che in realtà ho già avviato oltre un anno fa. L’inizio della pandemia è coinciso con l’inizio della crisi delle imprese. Nei primissimi giorni di lockdown le misure di ristoro erano ancora allo studio del Governo e in quella fase sono stato in contatto con rappresentanti di ogni singolo comparto produttivo, costruendo con loro proposte che rispondessero a ogni singola esigenza. Fin da allora è apparso chiaro, in previsione di un’emergenza sanitaria di cui non vedevamo ancora l’uscita dal tunnel, che rimborsi una tantum non sarebbero bastati, ma che avremmo dovuto rimboccarci le maniche e pianificare il futuro”.

La sua Commissione si occupa di semplificazione, digitalizzazione, industria 4.0. È stata pensata per sfruttare al meglio il Recovery Fund?
Quando ho proposto questa Commissione, con il mio staff ho concentrato la gran parte del lavoro puntando proprio agli obiettivi del Recovery Fund. La pandemia se da un lato ha messo in ginocchio la nostra economia, dall’altro ci ha obbligato a cambiare visione, proiettandoci a grandi passi verso una nuova rivoluzione industriale all’insegna dell’innovazione, della digitalizzazione e della transizione ecologica. E noi dobbiamo farci trovare pronti ad affrontare le future sfide dei mercati”. 

Quali azioni sta portando avanti in questo momento?
“In questa fase ho avviato una campagna d’ascolto con tutti i comparti e, nello stesso tempo, ho ascoltato in audizione gli assessori regionali al Lavoro e all’Innovazione, per capire con quali misure e iniziative si sta muovendo la giunta nella prospettiva dell’arrivo delle risorse europee. Purtroppo ci siamo resi conto che c’è una scarsissima interlocuzione tra Regione e Governo centrale e sto lavorando con i ministeri competenti perché possiamo cominciare a sederci allo stesso tavolo e ragionare sulle misure più opportune ed efficaci da mettere in campo. È il momento di fare squadra se vogliamo uscire da questa fase a testa alta”. 

Quali sono gli ambiti sui quali puntare?
“Oggi gli investimenti nelle imprese devono concentrarsi prevalentemente nei settori di automazione e informatizzazione. Dobbiamo avviare una trasformazione digitale in ambito aziendale, puntando molto su internazionalizzazione e competitività delle imprese, avviando politiche mirate a incentivare la nascita di startup. Un processo che prevede la formazione di nuovi profili professionali, creando nuova occupazione, in particolare nell’ambito della sostenibilità ambientale”. 

C’è stata un po’ di polemica sulla ripartizione delle risorse del Recovery al Sud, qual è il suo parere?
“Credo che oggi il tema debba essere come rendere efficiente la spesa di quei fondi, per evitare che siano rispediti al mittente. Da troppo tempo chiediamo che in Regione Campania si metta mano a un processo di potenziamento e riorganizzazione di uffici e dipartimenti, per incrementare il personale e acquisire le competenze che mancano. Vogliamo che ogni singolo euro sia speso per cambiare il volto della nostra regione. E non possiamo permetterci una gestione come negli anni passati. Dall’ultimo monitoraggio del Mef sulla spesa dei fondi europei, la Campania ne esce come la regione nella quale ne sono stati utilizzati meno. Dal quadro comunitario di sostegno 2014-2020, che comprende quota Ue e quota nazionale, alla nostra regione sono stati assegnati finanziamenti per 4.950 miliardi, ma la spesa effettiva, però, si ferma appena a 1.681 miliardi. Peggio di noi ha fatto soltanto la Calabria. La qualità della spesa è importante quanto la quantità delle risorse in arrivo e in Campania non possiamo permetterci di perdere anche la sfida del Recovery”. 

Loredana Lerose

Giornalista pubblicista, laureata in sociologia. Di origine lucana, trapiantata a Napoli da più di vent'anni, appassionata di danza, teatro, letteratura e psicologia. Scrive per il quotidiano Cronache di Napoli dal 2009.

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