Società

Alfabetizzazione digitale, come azzerare il digital divide?

Di cultura e alfabetizzazione digitale se ne è discusso nell'incontro organizzato dai Global Shapers: bisogna superare il digital divide per rendere accessibile internet a tutti

I processi di digitalizzazione e l’alfabetizzazione digitale non possono prescindere da temi chiave come lo sviluppo di infrastrutture per azzerare il digital divide, la governance del web, la realizzazione della cittadinanza digitale e l’applicazione di un codice etico. Perché se è vero che non mancano minacce nel web, è altrettanto vero che proprio il web racchiude in sé le potenzialità e le opportunità del mondo futuro.

Di cultura e alfabetizzazione digitale se ne è discusso nel Global Shapers Napoli Hub in un confronto con l’ex sottosegretario di Stato del ministero per i Beni e le attività culturali Anna Laura Orrico e il patron Giffoni Opportunity Claudio Gubitosi.

Alfabetizzazione digitale per superare il digital divide

Il confronto, che rientra in nel format internazionale della Global Shapers Community, seguito anche sulle pagine social degli shapers partenopei, ha fornito diversi spunti rispetto a quello che dovrà essere la strada da percorrere per promuovere l’utilizzo consapevole di internet.

“L’argomento della cultura digitale e della governance della rete è un tema attualissimo e complesso – ha detto OrricoPer arrivare a realizzare la governance digitale serve innanzitutto affrontare il tema delle infrastrutture di telecomunicazione e superare il digitale divide. Solo in questo modo si possono garantire l’accesso alla rete e la possibilità per tutti di usufruire delle sue potenzialità. Il digital divide è generazionale – ha spiegato – con la differenza tra i cosiddetti nativi digitali e i più adulti e gli anziani a cui manca l’alfabetizzazione digitale. Ma il digital divide è anche territoriale poiché abbiamo le grandi città iper tecnologiche e le aree interne e i piccoli centri che, per contro, hanno moltissime difficoltà a connettersi alla rete. Per costruire la governance digitale è necessario che le infrastrutture tecnologiche raggiungano tutti. Normare tutti gli aspetti è complicato, per questo il legislatore ha la necessità di confrontarsi con i diversi players, ma anche con chi si occupa di giovani e minori che rappresentano la parte più fragile rispetto ai contenuti che viaggiano sul web”.

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Il confronto fra Orrico e Gubitosi

A parlare di come si potrebbero affrontare tali questioni è stato Gubitosi: “Siamo stati tutti travolti da questo processo di sviluppo e di crescita della iper comunicazione – ha evidenziato – Io ho sempre considerato positivamente i nuovi strumenti che ci venivano offerti come possibilità di interazione diversa. Quando è nato il festival di Giffoni 51 anni fa non c’era internet, la rivoluzione digitale per me è una questione ordinaria. Anche se la mia generazione è stata travolta da mondi nuovi che non conoscevamo, a me non è mai mancata la voglia di capire e sfruttare al meglio le potenzialità dei nuovi strumenti tecnologici. Dobbiamo riabituare le persone a leggere, a capire come sfruttare al meglio internet.

Ognuno di noi – ha aggiunto Gubitosi – deve trovare la forma più giusta per essere libero. In tempo di pandemia, per esempio, sono stato libero di poter fare comunque Giffoni, un po’ in presenza, ma soprattutto annullando le distanze con Hub italiani ed esteri grazie all’utilizzo consapevole di internet. Io un mondo così integrato e interconnesso non l’ho mai vissuto”.

Poi un focus sui social e il loro utilizzo.

“I social sono diventati parte integrante della nostra vita – ha ricordato la Orrico – Servirebbe l’adozione di un codice di condotta da concordare con le autorità che all’interno di ogni singolo Paese regolamentano i media sia tradizionali che digitali. Un codice etico e di condotta concordato tra autorità, istituzioni e aziende. A questo deve necessariamente la certezza dell’identità digitale perché attualmente sui social media non tutti i profili corrispondono all’identità che si ha nella vita reale. La certezza dell’identità digitale e la cittadinanza digitale consentirebbe di sapere chi c’è davvero dall’altra parte dello schermo”.

Dal mondo Giffoni molte le sollecitazioni ai grandi colossi del web.

“Con Kaspersky che è un nostro partner e si occupa di cybersecurity e il nostro dipartimento di innovazione GHI abbiamo promosso uno studio sui giovani e promosso a fine anno scorso è per riflettere sull’iperconnessione generata dalla pandemia che ha rivelato dati importanti: il 40% apre il suo profilo social prima dei 12 anni e oltre l’80% prima dei 14 anni, a 6 intervistati su 10 è capitato di incrociare profili falsi, il 44% degli intervistati ha utilizzato almeno una volta profili falsi sui social. Con Kaspersky ci occupiamo di informare i giovani sulle minacce del web”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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