Innovazione

Innovazione, come ottenere il successo? Il rapporto BCG svela i passi necessari

Innovazione e successo vanno di pari passo, ma sussiste un reale problema nella "prontezza all'innovazione", che crea un enorme divario.

Occorre superare il divario dell’innovazione in modo trasversale. Anche se la pandemia da Coronavirus ha riportato l’attenzione delle aziende e dei manager nei confronti dell’innovazione come strumento di vantaggio competitivo, dall’indagine effettuata da BCG, la società internazionale di business, emerge che solo il 20% delle imprese analizzate oggi è realmente “pronto” all’innovazione, dotato cioè della necessaria capacità sistemica per trasformare le aspirazioni in risultati reali.

La ricerca BCG Most Innovative Companies 2021 mette sul podio Apple, che si conferma l’azienda più innovativa al mondo, seguita da Alphabet (Google) e Amazon. Nelle altre posizioni seguono Microsoft, Tesla (che scala 6 posti in classifica), Samsung, IBM, Huawei e Sony, mentre Pfizer si posiziona al 10mo posto e torna nella top ten grazie al suo vaccino.

Come si ottiene un’innovazione di successo?

“L’innovazione di successo richiede tre cose. Fare dell’innovazione una priorità. Impegnarci investimenti e talento. Ed essere pronti a trasformare gli investimenti in risultati”

BCG

Il rapporto BCG inizia con una buona notizia: “Il numero di aziende che riferiscono che l’innovazione è tra le prime tre priorità delle loro organizzazioni è aumentato di 10 punti percentuali nel 2021, al 75%, il più grande aumento anno su anno nei 15 sondaggi sull’innovazione globali che BCG ha condotto dal 2005. Ma solo circa la metà delle aziende investe dietro le proprie aspirazioni. Le priorità sono buone, ma conta anche l’impegno. E poco meno della metà delle aziende nel nostro rapporto di ricerca sta mettendo risorse reali dietro le proprie priorità” .

Un’organizzazione può creare valore reale solo se il suo sistema di innovazione sottostante è pronto a tradurre la priorità e l’impegno in risultati. Su questa dimensione la notizia fa riflettere: sussiste un reale problema nella “prontezza all’innovazione”, che crea un enorme divario.

“I ceo stanno aumentando gli sforzi e gli investimenti, riconoscendo gli effetti positivi dell’innovazione sulla resilienza delle proprie aziende e la creazione di valore”, afferma Luca Gatti, partner and Associate director di Bcg. “Vediamo però un rischio: le aziende non sono ancora del tutto pronte a innovare. La buona notizia è che la maggior parte di queste può migliorare la propria preparazione con alcuni cambiamenti mirati nella strategia, nel design del modello operativo e nelle capacità organizzative. Ad esempio, guardando agli innovatori di successo, emerge l’importanza di creare collaborazione tra diverse aree aziendali come Ricerca e sviluppo (R&S) e Sales & marketing, che insieme permettono di pensare sia in termini di prodotto che di cliente”.

“Quest’anno – si legge nella ricerca – abbiamo posto agli intervistati una serie di domande che ci hanno permesso di utilizzare il framework di benchmarking innovazione-impatto di BCG (i2i di BCG) per valutare la prontezza dei loro sistemi di innovazione. Un punteggio i2i perfetto è 100, e solo circa un quarto degli innovatori impegnati ha ottenuto un punteggio pari o superiore a 80. L’innovatore mediano impegnato non ha raggiunto le migliori pratiche su ogni dimensione i2i, a volte in modo significativo. E per definizione, se è così che si è comportato il performer medio, metà degli innovatori impegnati ottiene un punteggio ancora inferiore. Concentrarsi sulla leadership e sul lavoro di squadra può aiutare a colmare il divario di preparazione”.

Leadership e lavoro di squadra, elementi fondamentali

Secondo i risultati della ricerca, “i principali innovatori guidano i risultati da una chiara agenda del CEO“. Una chiara leadership e una strutturata organizzazione aziendale distinguono le aziende con le migliori prestazioni sull’innovazione. Il parametro è calcolato sulla quota di vendite di nuovi prodotti e servizi.

Per quanto concerne il lavoro di squadra, invece, BCG sottolinea che “è impossibile raggiungere la disponibilità all’innovazione senza un forte legame – anzi, un circolo virtuoso di collaborazione – tra lo sviluppo del prodotto e le funzioni. Stabilire questo ciclo e mantenerlo attivo sono sfide perenni. In effetti, quest’anno i dirigenti dell’innovazione globale che abbiamo intervistato lo hanno indicato come il principale ostacolo al raggiungimento di maggiori ritorni sugli investimenti in innovazione” .

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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