Innovazione

Intergruppo parlamentare Transizione Digitale, un “no” secco sul Consiglio di Stato

"No passi indietro sulla digitalizzazione per le imprese" così l'intergruppo parlamentare Transizione Digitale contro il Consiglio di Stato

Circa trenta parlamentari, tra deputati e senatori, di varie forze politiche hanno composto il neonato “Intergruppo Parlamentare Transizione Digitale“. Un’idea proposta dal deputato del Movimento 5 stelle Mattia Fantinati a cui hanno aderito esponenti non solo grillini, ma anche del Pd, di Italia Viva, della Lega e di Forza Italia.

«Ho proposto a tutti i deputati e senatori la costituzione dell’Intergruppo parlamentare per la Transizione digitale e l’Internet governance, al fine di sostenere l’innovazione all’interno dei processi decisionali, passaggio fondamentale per rilanciare il Paese, spendere bene i soldi del Recovery Fund e uscire definitivamente dalla pandemia», spiega Fantinati. «Abbiamo un ampio consenso su quanto importante siano queste trasformazioni, anche per favorire nuovi modelli economici, circolari e inclusivi, fondamentali per far ripartire l’Italia – nota il parlamentare – Gli obiettivi che questo governo si e’ dato possono essere raggiunti meglio e più rapidamente rafforzando la cooperazione istituzionale, ad ogni livello decisionale. Questa è proprio la sfida del nuovo intergruppo, al quale toccherà governare questi processi affinché siano sempre a beneficio di tutti», aggiunge il deputato grillino.

Intergruppo Parlamentare Transizione Digitale, la presa di posizione contro la sentenza

Dopo pochi giorni dal lancio della proposta, l’Intergruppo Parlamentare Transizione Digitale fa anche il suo primo intervento politico. Una reazione al «no» del Consiglio di Stato alla costituzione online con firma digitale di startup innovative. «Nessun passo indietro sulla digitalizzazione che favorisce le giovani imprese», chiede l’Intergruppo.

«Il governo dia rassicurazioni sul fatto che non si stia tornando ad un Paese analogico, proprio nel momento in cui siamo tutti impegnati nella transizione digitale e ad assicurare la ripresa economica anche grazie all’azzeramento delle barriere per la creazione di nuova impresa e alla costruzione di opportunità per tanti», si legge nella lettera rivolta all’esecutivo. E questo, «a partire dai più giovani, ai talenti imprenditoriali e professionali nel Paese e a quelli che vorrebbero rientrarci, cogliendo le opportunità di ascensore sociale offerte dall’accesso all’imprenditorialità abilitato e favorito dall’avanzamento tecnologico, in un contesto globale in cui tutti i maggiori Paesi competono apertamente per migliorare le condizioni dei rispettivi ecosistemi di nascita e crescita di nuovi attori economici innovativi ad ambizione globale – le startup scalabili, che sembrano essere del tutto secondarie se non assenti nell’agenda di Governo nonostante l’Italia sia già drammaticamente ultima tra le Nazioni G20 per investimenti in capitale di rischio e sia evidente l’urgenza di cambiare passo per recuperare terreno».

Una presa di posizione dell’Intergruppo Parlamentare Transizione Digitale che convince anche i rappresentanti delle imprese innovative. «Sosteniamo l’appello trasversale lanciato dall’Intergruppo parlamentare e chiediamo al governo di chiarire agli operatori le conseguenze della recente sentenza del Consiglio di Stato relativa alle procedure amministrative per la costituzione delle startup e di fare tutto ciò che è necessario per ristabilire e rafforzare misure volte a facilitare la creazione di nuova impresa. Il sostegno all’impresa innovativa è una leva per l’economia nazionale e un passo indietro nel processo di digitalizzazione del diritto amministrativo è inaccettabile. Anche per questo, come già indicato al Parlamento, Angi chiede al ministro Giorgetti e al ministro Colao di promuovere e garantire il coinvolgimento, nei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, delle startup e delle imprese ad alto tasso di Innovazione», dicono Gabriele Ferrieri, presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, e Carlo Prosperi, componente del Comitato Scientifico di Angi.

Dario De Martino

Nato all'ombra del Vesuvio il 18 marzo 1994, dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche alla Federico II diventa giornalista professionista lavorando per il "Roma", la testata più antica del Sud Italia. Sin da giovane racconta il mondo e le sue evoluzioni dall'osservatorio che definisce "privilegiato di una città unica per tanti aspetti e, seppur legata alle sue tradizioni, pronta ad adeguarsi alle nuove velocità del globo".

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