Economia

Piani di risparmio, le novità: cambia soglia investimenti e credito d’imposta nel 2022

In base alle modifiche operate dalla legge di bilancio 2022, l’importo investito nel Piani di risparmio ordinario non può superare il plafond complessivo di 200mila euro (la precedente soglia era di 150mila euro), con un limite di plafond annuo di 40mila euro (in questo caso la precedente soglia era di 30mila euro).

I Piani di risparmio (PIR) cambiano nel 2022: secondo le indicazioni e le modifiche apportate con la nuova Legge di Bilancio, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare con delucidazioni sulle novità relative alla nuova disciplina dei Piani di risparmio a lungo termine.

Stiamo parlando di una forma di investimento caratterizzata da un regime fiscale di favore, di cui possono beneficiare le persone fisiche residenti in Italia (con riguardo ai redditi di capitale e ai redditi diversi di natura finanziaria percepiti al di fuori dell’attività di impresa) le Casse di previdenza e i Fondi pensione.

I redditi generati da questi prodotti non sono tassati come redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria e non sono soggetti all’imposta di successione. Con questo strumento infatti il legislatore ha voluto favorire la canalizzazione del risparmio delle famiglie verso investimenti in imprese industriali e commerciali italiane ed europee radicate in Italia.

Fra le novità previste nei PIR, l’innalzamento della soglia dei limiti di investimento nei Piani di risparmio ordinari, alcuni chiarimenti sui Piani attivati con la precedente disciplina giuridica e le modifiche apportate al credito d’imposta.

Come cambiano i Piani di Risparmio a lungo termine

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la legge di Bilancio del 2017 ha introdotto un regime di non imponibilità per gli investimenti operati tramite Piani di risparmio a lungo termine che rispettino determinati requisiti, a partire dall’obbligo di mantenere gli investimenti per almeno 5 anni.

In base alle modifiche operate dalla legge di bilancio 2022, l’importo investito nel Piani di risparmio ordinario non può superare il plafond complessivo di 200mila euro (la precedente soglia era di 150mila euro), con un limite di plafond annuo di 40mila euro (in questo caso la precedente soglia era di 30mila euro). Questi nuovi limiti si applicano agli investimenti effettuati nei Piani di risparmio a lungo termine ordinari a decorrere alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2022, ossia dal 1° gennaio 2022, a prescindere dalla data di costituzione del piano.

La circolare fornisce alcuni esempi pratici per chiarire meglio la portata delle modifiche normative. In caso di Piani di risparmio a lungo termine ordinari costituiti nel 2017, per esempio, in cui ogni anno sia stato investito il limite annuale pro tempore vigente (euro 30.000), il contribuente potrà investire nel 2022 euro 40.000 e nel 2023 i restanti euro 10.000 per raggiungere il nuovo limite complessivo di 200mila euro.

Nel caso invece di Piani di risparmio a lungo termine ordinari costituiti nel 2020 nel quale sia stato investito ogni anno il limite annuale vigente fino al 31 dicembre 2021 (30mila euro), il contribuente potrà investire 40mila euro per ogni anno dal 2022 al 2024 e nel 2025 i restanti euro 20.000 (in modo da raggiungere il nuovo limite complessivo di 200mila euro).

In seguito all’entrata in vigore della legge di bilancio 2022, è adesso possibile detenere, contemporaneamente ad un Pir ordinario, più di un Pir alternativo. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che non è possibile cointestare Piani di risparmio a lungo termine alternativo a più persone. In ogni caso, il fatto che una persona fisica possa detenere più di Piani di risparmio a lungo termine alternativi non ha conseguenze sull’ammontare di risorse che possono essere investite in questo tipo di piano di investimento.

Restano confermati, quindi, i limiti di investimento dei Piani di risparmio a lungo termine alternativi che adesso valgono complessivamente. A prescindere dal numero di Pir alternativi detenuti, infatti, il plafond complessivo massimo è di 1.500.000 euro, con un limite per ciascun anno solare di 300mila euro.

Secondo le vecchie regole, per i Piani di risparmio a lungo termine alternativi costituiti dal 1° gennaio 2021 i contribuenti potevano fruire di un credito d’imposta pari alle eventuali minusvalenze, perdite e differenziali negativi realizzati, derivanti dagli investimenti in strumenti finanziari qualificati effettuati entro il 31 dicembre 2021, a condizione che gli investimenti siano detenuti per almeno cinque anni e il credito d’imposta non ecceda il 20 per cento delle somme investite negli strumenti.

Un nuovo capitolo per il credito d’imposta

La legge di bilancio 2022 ha previsto nuove regole per il credito d’imposta legato agli investimenti qualificati effettuati nel 2022, rimodulando sia l’ammontare del credito sia il termine entro cui detto credito può essere utilizzato.

In base alle modifiche normative, infatti, il credito d’imposta previsto in relazione agli investimenti qualificati effettuati nel 2022 è pari al 10 per cento dell’ammontare degli investimenti in strumenti finanziari qualificati risultanti alla data di realizzo della minusvalenza. Il credito va utilizzato in quindici anni, in quote di pari importo.

Sulla base delle modifiche normative, ai fini della determinazione dell’ammontare massimo di credito d’imposta spettante, andranno prese in considerazione sia le somme investite negli strumenti finanziari qualificati nel corso del 2021, sia le somme investite negli anni successivi risultanti alla data di realizzo della minusvalenza.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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