Impresa e StartupInnovazione

Virtual Internship, quando l’orientamento è a portata di clic

Nascono le virtual internship, simulazioni lavorative in digitale che permettono agli studenti di fare orientamento e indirizzare il proprio percorso di carriera: il progetto di VGen

Connettere il mondo dell’Università, spesso troppo vecchio e farraginoso nella sua connessione con il mercato del lavoro, con le aziende in cerca di giovani. È l’obiettivo che si è prefissata VGen, una startup romana che durante il lockdown ha sviluppato l’interessante pratica delle Virtual Internship: simulazioni lavorative in digitale che permettono agli studenti di fare orientamento e indirizzare il proprio percorso di carriera.

Più di 2mila iscritti e diverse aziende internazionali hanno partecipato ad un progetto che è pronto a svilupparsi sempre di più e che ha rappresentato una svolta, durante il difficile periodo pandemico, nel settore delle risorse umane.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo all’ottobre 2018, quando dai banchi della facoltà di economia dell’università Tor Vergata di Roma un gruppo di studenti crea la community di giovani talenti che diventerà VGen. L’ambizioso scopo di questo gruppo di giovani romani è quello di proporre idee e soluzioni per l’innovazione sociale e tecnologica. «Siamo nati con l’obiettivo di cambiare la mentalità universitaria reinventando il modo con il quale i giovani approcciano il loro percorso personale e professionale», spiegano i fondatori. Un anno dopo, a fine 2019, apre ufficialmente VGen Lab, la prima piattaforma italiana online e offline di open innovation community driven.

L’obiettivo? Connettere il tessuto imprenditoriale italiano con le nuove generazioni e offrire uno strumento di crowdsourcing alle aziende per permettergli di innovarsi. Ma non solo. L’occhio della startup romana è sempre rivolto non solo alle aziende, ma anche ai giovani in cerca di occasioni. Per questo l’altro importante scopo dell’iniziativa è quello di dare anche la possibilità agli studenti di mettere in pratica le loro competenze e conoscenze e di ottenere numerose opportunità per la loro crescita personale, sociale e professionale.

La vera svolta, però, è arrivata con il lockdown quando VGen ha lanciato le “virtual internship”, un’importante innovazione nel settore delle risorse umane. Le simulazioni in lavorative in digitale sono state accompagnate dal supporto ai processi talent acquisition per decine di aziende tramite challenge e hackathon digital. Alle “virtual internship” hanno partecipato 2mila studenti, provenienti da 62 università, e aziende internazionali tra cui Bip, Youniversal Media, Utravel (gruppo Alpitour) e Yourgroup.

«Durante i mesi del lockdown abbiamo ricevuto centinaia di messaggi da parte di studenti preoccupati rispetto al proprio futuro lavorativo. Come startup innovativa nel settore Hr abbiamo sentito il dovere di creare qualcosa di nuovo che potesse offrire nuove opportunità in questo periodo difficile», dice Gabriele Belfiore, co-founder di VGen nel raccontare la nascita del progetto. «L’obiettivo – aggiunge Riccardo Madrigali, anch’egli co-founder della startup – è quello di digitalizzare l’interazione tra aziende e nuove generazioni, oggi più che mai si tratta di un’esigenza importante su tutto il territorio nazionale».

Feedback importanti, rispetto al progetto, sono arrivati anche dalle stesse aziende. Ad esempio, Elena Pozzi, hr experience & development presso Bip si dice particolarmente soddisfatta dell’esperienza: «VGen ci ha permesso di scoprire un nuovo modo di incontrare giovani di talento mentre i ragazzi hanno avuto l’occasione di mettersi alla prova facendo in prima persona un’esperienza di progetto e ricevendo un feedback puntuale da professionisti del settore».

Dario De Martino

Nato all'ombra del Vesuvio il 18 marzo 1994, dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche alla Federico II diventa giornalista professionista lavorando per il "Roma", la testata più antica del Sud Italia. Sin da giovane racconta il mondo e le sue evoluzioni dall'osservatorio che definisce "privilegiato di una città unica per tanti aspetti e, seppur legata alle sue tradizioni, pronta ad adeguarsi alle nuove velocità del globo".

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