La transizione dell’automotive italiano passa anche dalla ricerca e dalla capacità delle imprese di trasformare l’innovazione tecnologica in nuovi prodotti, processi e modelli industriali. È in questa direzione che si inserisce il nuovo intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che destina 631 milioni di euro agli Accordi per l’innovazione nella filiera automotive.
Le risorse, previste dal DPCM del 10 giugno 2026 e rese operative dal decreto direttoriale del 17 settembre, finanzieranno progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale considerati di rilevante impatto tecnologico. L’obiettivo è sostenere la competitività della filiera accompagnandola verso tecnologie legate alla mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.
Domande da novembre
La procedura prevede una prima fase dedicata alla preparazione delle candidature. La precompilazione della domanda sarà possibile dall’11 novembre 2026, alle ore 10, mentre l’invio formale delle richieste partirà alle ore 10 del 25 novembre 2026, attraverso la piattaforma del Fondo Crescita Sostenibile gestita da Mediocredito Centrale.
Le domande potranno essere presentate nei giorni lavorativi, dalle 10 alle 18, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. La modalità di accesso rende quindi particolarmente importante arrivare alla data di apertura dello sportello con documentazione, progetto e requisiti già verificati.
Progetti da 5 a 40 milioni di euro
La misura si rivolge alle imprese della filiera automotive, di qualsiasi dimensione, in possesso dei requisiti previsti dal decreto, e agli organismi di ricerca. Sono ammesse anche iniziative realizzate in forma congiunta, con un massimo di cinque co-proponenti.
Il valore dei progetti dovrà essere compreso tra 5 e 40 milioni di euro, mentre la durata prevista è compresa tra 18 e 36 mesi, con possibilità di proroga fino a ulteriori 12 mesi.
Tra gli ambiti finanziabili rientrano lo sviluppo di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità a ridotte o zero emissioni, sistemi di propulsione innovativi, componenti e tecnologie avanzate per la guida autonoma, la connettività e la sicurezza. Sono inoltre previsti interventi destinati alla riconversione e diversificazione della filiera verso tecnologie caratterizzate da un’elevata intensità di ricerca e sviluppo.
L’incentivo può comprendere un contributo diretto alla spesa fino al 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale e fino al 25% per lo sviluppo sperimentale, con possibili maggiorazioni in caso di collaborazione tra imprese e organismi di ricerca, nel rispetto dei massimali europei. È inoltre previsto, secondo le condizioni stabilite dalla misura, un finanziamento agevolato.
Il Mezzogiorno al centro della misura
Una parte significativa delle risorse è destinata al rafforzamento della capacità innovativa delle imprese del Sud. Il 40% della dotazione complessiva è infatti riservato ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui la Campania.
Si tratta di un elemento particolarmente rilevante per i territori nei quali la filiera automotive rappresenta una componente significativa del sistema industriale e dove la transizione tecnologica può tradursi non soltanto in nuovi investimenti, ma anche nella riconversione di competenze, processi produttivi e catene di fornitura.
La misura, dunque, non guarda esclusivamente alla produzione dell’automobile in senso tradizionale. Il perimetro comprende ricerca e sviluppo, progettazione, ingegnerizzazione, produzione, assemblaggio, remanufacturing e manutenzione avanzata di veicoli e relativi componenti. Restano invece escluse le attività relative ai settori aeronautico, ferroviario e navale, così come le imprese che svolgono esclusivamente attività commerciali, di distribuzione, intermediazione, noleggio o rivendita.
Non soltanto un incentivo, ma una scelta industriale
La nuova misura si inserisce in un quadro più ampio di sostegno alla trasformazione della filiera automotive italiana. La sfida, per le imprese, sarà quindi tradurre la disponibilità di risorse in progetti industriali capaci di produrre innovazione concreta e risultati misurabili.
Per chi intende partecipare, il 25 novembre non rappresenta semplicemente la data di apertura di un bando, ma il punto di arrivo di un lavoro che dovrà partire molto prima: analisi del progetto, definizione delle attività di ricerca e sviluppo, costruzione del piano economico, individuazione dei partner e verifica della coerenza tecnologica dell’investimento.
Con oltre 631 milioni di euro disponibili e una quota significativa destinata al Mezzogiorno, gli Accordi per l’innovazione rappresentano uno degli strumenti attraverso cui il sistema industriale italiano potrà affrontare la trasformazione dell’automotive con investimenti orientati alla tecnologia, alla sostenibilità e alla competitività futura.
