AI ed etica, l’appello da Napoli: “Serve un nuovo umanesimo. La sfida si vince rimettendo l’uomo al centro”

Rimettere l’uomo davanti alla macchina, governando l’innovazione attraverso regole, competenze e responsabilità. È l’appello lanciato da Napoli nel corso dell’incontro “Adesso è il momento”, un focus su Intelligenza artificiale ed etica promosso da Lux Reality con Vactis, realtà attiva nell’ingegneria e nell’efficienza energetica, e Wholesale Italia, per approfondire gli effetti della trasformazione digitale sulle persone, sulle imprese e sulla pubblica amministrazione.

Un nuovo umanesimo

Dal confronto è emersa la necessità di costruire un nuovo umanesimo capace di accompagnare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia sempre più presente nei processi produttivi e nella vita quotidiana, che può alleggerire le attività ripetitive, migliorare l’efficienza e sostenere le decisioni, ma che deve rimanere sotto il controllo dell’uomo.

La sfida, dunque, non è arrestare il cambiamento, ma orientarlo con strumenti adeguati, nuove competenze e un quadro di regole che permetta di sfruttare le potenzialità dell’AI senza delegare alle macchine la responsabilità delle scelte. Un principio che riguarda il mondo produttivo, ma anche le istituzioni e i cittadini chiamati a confrontarsi con servizi e modelli organizzativi in continua evoluzione.

Per Luigi Vicedomini, Coo di Vactis, proprio questo è il punto di partenza: “Torniamo all’umanesimo: l’uomo davanti alla macchina. L’intelligenza artificiale – sottolinea Vicedomini – è lo strumento più potente che l’uomo ha sviluppato e deve essere utilizzata per migliorare il benessere delle persone, attraverso un percorso che richiede anche regole e confronto. In Vactis lo viviamo ogni giorno: sviluppiamo algoritmi e sistemi di automazione per ottimizzare l’efficienza energetica e abbattere i consumi. Questo significa che l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento regolamentato e capace di servire l’uomo e l’ambiente, non un fine in sé”.

Un approccio che Vactis applica ai sistemi di Building Energy Management, agli algoritmi di machine learning per il controllo termico e a tecnologie come NEFET e NAB 2.0. L’AI entra così nella gestione degli edifici e delle infrastrutture per ridurre consumi, sprechi ed emissioni, migliorando allo stesso tempo efficienza e sicurezza: un contributo concreto alla transizione ecologica e al beneficio della collettività.

Renato Tramontana, Ceo di Wholesale Italia, ha illustrato il clone digitale d’impresa, un modello che integra dati, processi e agenti AI specializzati nelle diverse funzioni aziendali. “L’obiettivo non è sostituire le persone, ma affiancarle con strumenti capaci di automatizzare le attività ripetitive e supportare le decisioni”. Una trasformazione che può rendere anche le PMI più efficienti, competitive e resilienti.

La trasformazione di cui abbiamo bisogno

Ma la trasformazione digitale non riguarda soltanto le aziende. Uno dei passaggi centrali del confronto ha riguardato infatti la pubblica amministrazione, chiamata a governare il cambiamento su più livelli: educare il cittadino all’utilizzo delle nuove tecnologie, preparare chi lavora nella p.a. a gestire questi strumenti e, allo stesso tempo, mettere in connessione le informazioni disponibili all’interno dell’intero ecosistema amministrativo. Una sfida che riguarda anche il territorio campano e che rende centrale il tema delle competenze digitali e della riduzione del divario tra territori e cittadini.

Sulla cybersecurity Davide Piccolo, Innovation Manager e Ceo di Lux Reality, ha richiamato le imprese alla necessità di agire prima dell’emergenza. “La tecnologia corre e dobbiamo essere pronti a governare il cambiamento”. Protezione dei dati, sicurezza degli accessi e continuità operativa diventano così elementi strategici per l’impresa. “Tutto passa: se non evolviamo, a passare rischiano di essere le nostre aziende. Adesso è il momento”.

Exit mobile version