Al via Startup Generation Challenge 2026, come iscriversi

Il 9 ottobre 2026, Palazzo della Gran Guardia, uno degli edifici storici più riconoscibili di Verona, proprio di fronte all’Arena, ospita la Startup Generation Challenge: una giornata intensa in cui 150 giovani si mettono alla prova per trasformare un problema reale della loro generazione in una soluzione concreta.
L’evento si svolge all’interno di RelazionExpo, il festival giunto alla sua terza edizione, ed è co-organizzato da Startup Grind Vicenza insieme a Periklè Lab e a un gruppo di professionisti del giornalismo e della consulenza a startup e imprese.

Per Startup Grind Vicenza, portare la propria community fuori dai confini abituali del capoluogo berico e dentro un contesto come RelazionExpo è un passo naturale: il chapter lavora ogni giorno per connettere founder, mentor e investitori in tutto il Veneto, e una challenge dedicata alle nuove generazioni è esattamente il tipo di iniziativa in cui crede.

Perché nasce Startup Generation Challenge

Ci sono problemi che chi ha meno di trent’anni vive ogni giorno sulla propria pelle, spesso raccontati da chi li osserva da fuori più che da chi li attraversa in prima persona:

– la solitudine e le nuove forme di socialità, in un momento in cui i legami si costruiscono sempre più spesso online e sempre meno nei luoghi fisici;

– la fuga dei talenti, con giovani che lasciano i territori in cui sono cresciuti perché non trovano lo spazio per costruirci un futuro;

– l’intelligenza artificiale che sta già ridisegnando le professioni junior, spesso prima ancora che chi si affaccia oggi sul mercato del lavoro abbia avuto il tempo di capirne la portata.

E se fosse chi quei problemi li vive ogni giorno a costruire una risposta diversa?

La Startup Generation Challenge nasce per ribaltare la prospettiva: non un panel di esperti che discute delle nuove generazioni, ma le nuove generazioni stesse, messe nelle condizioni di trasformare una sfida quotidiana in un progetto concreto, con il supporto di chi ha già fatto questo percorso.

Chi può partecipare e come funziona

La Challenge è pensata per studentesse e studenti universitari, giovani professionisti e chiunque, maggiorenne, senta propri i temi al centro della giornata e abbia voglia di costruire qualcosa invece di limitarsi a parlarne. Non serve un curriculum imprenditoriale: serve la disponibilità a lavorare in team, sotto tempo, su un problema che probabilmente si conosce già bene per averlo vissuto in prima persona. Chi arriva da un percorso universitario, chi si è già affacciato al mondo del lavoro e chi ha già in mente un primo embrione di idea troveranno tutti un ruolo utile all’interno di un team.

150 partecipanti si dividono in 15 team da un massimo di 10 persone ciascuno, per una giornata intera di lavoro fianco a fianco. Le squadre si confrontano su una challenge reale, mettendo in campo creatività, competenze imprenditoriali e strumenti di intelligenza artificiale, con un obiettivo preciso: non risolvere il problema in poche ore, ma trovare un modo nuovo di affrontarlo, e portarlo a casa sotto forma di un progetto tangibile. È un formato pensato per chi non ha mai avuto l’occasione di lavorare in un team da zero su un problema vero, così come per chi ha già qualche esperienza imprenditoriale e vuole misurarsi con tempi stretti, persone nuove e un contesto ad alta intensità. Le squadre si formano il giorno stesso: si arriva con un’idea, o semplicemente con la voglia di mettersi in gioco, e si esce con un progetto costruito insieme a persone che, fino a poche ore prima, non si conoscevano. È proprio questo il punto: imparare a lavorare con sconosciuti, dividersi i ruoli in tempo reale, arrivare a una decisione condivisa quando il tempo stringe, sono competenze che si allenano meglio in una giornata così che in mesi di teoria, e restano utili molto oltre la Challenge stessa, in qualunque ambito lavorativo si scelga poi di muoversi.

L’obiettivo dichiarato della giornata non è la perfezione, ma la concretezza. Ogni team lavora per arrivare a due consegne precise entro fine giornata: – una landing page, per presentare al mondo l’idea che affronta il problema scelto, nella forma in cui la presenterebbe una startup reale ai suoi primi utenti o investitori; – un social teaser da 90 secondi, pensato per portare il pitch fuori dalla sala e raccontarlo sui social, nel linguaggio con cui la propria generazione comunica davvero. Sono due consegne che obbligano i team a passare dall’idea alla comunicazione dell’idea, un salto che nella vita reale di una startup è spesso il più difficile da compiere, e che qui viene allenato in una sola giornata.

Oltre al lavoro sul progetto, chi partecipa trova: – mentorship diretta, con founder, investitori e professionisti che siedono in giuria e affiancano i team durante la giornata, aiutandoli a mettere a fuoco l’idea, stringere il posizionamento e capire come comunicarla in 90 secondi; – networking reale, con aziende, investitori e istituzioni presenti a RelazionExpo, in un contesto che va ben oltre lo scambio di biglietti da visita; – visibilità per i team finalisti, sui canali del podcast Generazione Sprecata, media partner dell’iniziativa, che nel 2026 ha superato i 2,5 milioni di visualizzazioni complessive tra YouTube, LinkedIn, Instagram e TikTok; – una premiazione ufficiale, alla presenza delle istituzioni, che chiude la giornata dando un riconoscimento pubblico al lavoro dei team. Non è quindi solo una giornata di lavoro: è un’occasione per farsi notare, costruire relazioni che durano oltre il 9 ottobre, e mettere il proprio nome e il proprio progetto davanti a chi, in questo ecosistema, decide anche a chi dare fiducia e risorse.

Dove si svolge e chi organizza

Palazzo della Gran Guardia, di fronte all’Arena di Verona, nel cuore della città. La Challenge si svolge interamente all’interno di RelazionExpo, il festival dedicato alle relazioni, alla community e all’innovazione, giunto quest’anno alla sua terza edizione: partecipando alla Startup Generation Challenge si entra quindi anche in un contesto più ampio, fatto di incontri, aziende e istituzioni riunite nello stesso luogo nello stesso giorno.

La Startup Generation Challenge è organizzata da Alessandro Cascianelli, giornalista, consulente e autore, Marta De Vivo, founder di Periklè Lab e giornalista e Salvatore Gabriele Bochicchio, direttore di Startup Grind Vicenza e consulente per startup di Studio San Michele. Startup Grind Vicenza porta nel progetto la propria rete di founder, mentor e investitori del territorio, contribuendo alla selezione della giuria e al programma di mentorship della giornata. Come chapter locale del network globale Startup Grind, il capitolo vicentino lavora tutto l’anno per connettere chi fa impresa nel Veneto con una community internazionale di founder e innovatori: la Startup Generation Challenge è un’estensione naturale di quel lavoro, rivolta stavolta a chi l’impresa la farà nei prossimi anni.

E dopo l’evento?

Il percorso dei team non si esaurisce il 9 ottobre. Un giorno di hackathon diventa il punto di partenza per mesi di contenuti: le idee migliori vengono sviluppate ulteriormente dopo la giornata, i pitch diventano reel, e il racconto dei progetti continua nel tempo sui canali dei partner e dei media coinvolti. Chi partecipa non porta a casa solo un ricordo, ma un progetto che continua a vivere ed essere raccontato ben oltre la fine dell’evento, e una rete di contatti, mentor e compagni di squadra su cui continuare a contare anche dopo il 9 ottobre.

Come partecipare

L’iscrizione alla Startup Generation Challenge è completamente gratuita ed è aperta fino al 3 ottobre 2026, o fino a esaurimento dei 150 posti disponibili: i posti sono limitati, quindi conviene non aspettare l’ultimo giorno. Per accedere fisicamente a Palazzo della Gran Guardia il 9 ottobre è inoltre necessario un accredito a RelazionExpo, da richiedere separatamente alla biglietteria della Fondazione Relazionésimo: è gratuito per gli studenti under 27 in possesso di tesserino universitario, mentre per tutti gli altri è previsto un biglietto d’ingresso al festival. Non serve arrivare con un’idea già pronta: sul modulo di iscrizione viene chiesto se se ne ha già una, ma chi si iscrive senza è comunque benvenuto e troverà spazio per costruirla in giornata insieme al proprio team.

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