Dallo stand del Salone del Mobile a un bagno pubblico in Zambia: il progetto di Koalisation tra design, cooperazione e impatto sociale
La startup italiana lavora tra Milano e lo Zambia con progetti legati alla compensazione ambientale, alla rigenerazione sociale e alla transizione energetica

Uno stand nato per il Salone del Mobile che, invece di essere smontato e smaltito, finirà in Zambia per diventare un bagno pubblico destinato alle donne di un mercato del carbone. È uno dei progetti portati avanti nel 2026 da Koalisation, startup italiana attiva nel settore della compensazione ambientale e dei progetti di impatto sociale collegati alla transizione energetica.
L’azienda lavora attraverso programmi certificati Gold Standard ONU sviluppati in Zambia, con attività monitorate tramite sistemi GPS e report periodici. Il modello si basa sulla possibilità, per imprese e partner, di sostenere interventi concreti legati alla riduzione delle emissioni e alla rigenerazione delle comunità locali.
Nel corso dell’ultimo anno Koalisation ha ottenuto anche alcuni riconoscimenti istituzionali. Tra questi l’ENI Award 2025, consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un progetto legato alla trasparenza nella carbon finance, e la vittoria al BCC Innovation Festival, dove la startup è stata selezionata tra oltre 500 candidature per il contributo agli obiettivi climatici collegati all’SDG 13.
Uno dei passaggi centrali del percorso 2026 è stato il Salone del Mobile di Milano. In collaborazione con partner come QuadroDesign e lo studio Giacomo Moor, Koalisation ha presentato uno spazio costruito secondo criteri di riutilizzo e circolarità. La struttura, invece di essere trattata come allestimento temporaneo destinato allo smaltimento, verrà trasferita in Zambia e riconvertita in un’infrastruttura sociale permanente.
Il progetto prenderà forma nel mercato del carbone di Masala, dove ad agosto verrà installato quello che diventerà il primo bagno pubblico destinato alle donne dell’area. La struttura ospiterà docce, spogliatoi e spazi dedicati all’infanzia, intervenendo in un contesto che oggi presenta forti carenze nei servizi essenziali.
Accanto al tema infrastrutturale c’è poi quello della riconversione lavorativa. A giugno, a Milano, è previsto il lancio di “Koala Honey”, iniziativa collegata al programma “Fuel Different”. Il progetto punta a trasformare ex carbonai in apicoltori attraverso attività produttive alternative legate al miele. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza economica dal carbone creando nuove forme di reddito locale.
Negli ultimi mesi Koalisation ha inoltre partecipato al Codeway Expo di Roma, evento dedicato alla cooperazione internazionale e all’innovazione sociale, confrontandosi con istituzioni e realtà del settore insieme a delegazioni africane, MAECI e AICS.
Il filo conduttore dei progetti sviluppati dall’azienda resta quello della tracciabilità delle attività e della misurazione dell’impatto ambientale e sociale. Dalle cookstoves efficienti distribuite nei territori rurali agli interventi legati all’acqua e alla formazione professionale, ogni operazione viene documentata e monitorata per fornire dati verificabili a partner e investitori.
Più che sulla narrazione “green”, il lavoro di Koalisation prova quindi a concentrarsi su interventi concreti e visibili: meno campagne astratte sulla sostenibilità e più infrastrutture, servizi e attività economiche costruite direttamente nei territori coinvolti.




