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Lavoro e formazione: il makeup partenopeo fa scuola (ancora una volta) a Milano

Dalla settimana della moda alla sfilata Atelier, continuità operativa e formazione sul campo per il team dell’Accademia napoletana

C’è una linea che non si interrompe tra i backstage della Milano Fashion Week e gli eventi che, poche settimane dopo, ridisegnano gli equilibri della scena fashion milanese. È una linea fatta di lavoro, tempi stretti e continuità operativa, dentro cui si inserisce anche l’esperienza recente delle allieve e degli allievi dell’Accademia Liliana Paduano, impegnati in una sequenza di appuntamenti che uniscono visibilità e pratica professionale.

A febbraio, il team dell’istituto partenopeo ha curato il makeup per alcune delle passerelle più seguite della settimana della moda — da Martino Midali a Raffaella D’Angelo, da Custo Barcelona a Miss Bikini, da Fracomina a Maryling Milano, fino a Laura Spreti, Yoland e Gowher — muovendosi all’interno di un calendario fitto, scandito da cambi rapidi, brief differenti e necessità di adattamento continuo. Un contesto che, per struttura e ritmo, rappresenta uno standard consolidato per l’Accademia, presente da anni anche nei circuiti internazionali tra Parigi, Dubai e Montecarlo.

È nello stesso solco che si inserisce il lavoro realizzato per Carlo Pignatelli, che ha scelto il nuovo headquarter di via Fusetti, sui Navigli, per presentare la collezione Atelier Fall/Winter 2026-27 sotto la direzione creativa di Jean Luc Amsler. Per l’occasione, il team dell’Accademia ha firmato 35 look tra uomo e donna, contribuendo alla costruzione dell’immagine scenica dell’intera sfilata.

Il concept makeup ha seguito una linea coerente con il registro della collezione — sartoriale, contemporaneo, ad alto impatto visivo. Per le modelle, una base luminosa e uniforme ha fatto da fondamento a elementi distintivi come sopracciglia decolorate, eyeliner definito e labbra nei toni del bordeaux. Per i modelli, smokey eyes e labbra leggermente scurite hanno mantenuto l’equilibrio complessivo. A completare il disegno estetico, una manicure con smalto nero e un tattoo temporaneo a forma di “P”, realizzato con stencil e spray per body painting, come elemento identitario trasversale.

Il passaggio dalla Fashion Week alla sfilata Pignatelli non rappresenta un episodio isolato, ma una prosecuzione naturale di un’attività che mette in relazione formazione e lavoro. Gli allievi coinvolti hanno operato in coordinamento con la direzione artistica del brand e con lo staff creativo, all’interno di un contesto produttivo reale, con tempistiche e responsabilità definite.

«La nostra tradizione si è sempre misurata con il lavoro reale», ha dichiarato il CEO Carlo Matthey. «Portare i nostri allievi su set di questo livello non è un’eccezione: è il metodo. Il Sud ha una scuola del trucco con radici profonde e una visione estetica propria. Le grandi maison sanno cosa rappresenta Liliana Paduano, ed è per questo che continuano a coinvolgerci».

La collaborazione con Pignatelli si inserisce così in un percorso più ampio, costruito nel tempo attraverso una presenza costante nei principali appuntamenti del settore. Il calendario prosegue senza interruzioni: il prossimo impegno è già fissato a Montecarlo, ulteriore tappa di un’attività che continua a muoversi tra formazione e lavoro sul campo.

Redazione

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