F-Mag CoffeeCultura e Spettacoli

Giuliana Vitali si racconta: il suo romanzo d’esordio candidato al Premio Strega 2026

"È per questo che è una scrittura scomoda: non consola, non semplifica, non offre risposte, ma apre al dubbio e costringe a sostarvi dentro".

Napoletana di nascita ma romana d’adozione, 39 anni, scrittrice ma anche condirettrice della rivista letteraria Achab. Parliamo di Giuliana Vitali che, non solo collabora con tante riviste culturali come Left, Huffpost Italia, Wired Italia ma, con il suo primo romanzo “Nata nell’acqua sporca” Giulio Perrone editore, è in lizza per lo “Strega 2026” e non solo.

Come nasce l’amore e la passione per la scrittura?
“Il mio rapporto con la scrittura è un odi et amo, simile a quello di un marinaio con il mare: lo teme, lo sfida, a volte lo maledice, eppure non può fare a meno di tornarci. È una forza che attrae e respinge insieme.
C’è in questo movimento qualcosa di ostinato, quasi ossessivo: l’inseguimento di qualcosa che non si lascia afferrare del tutto, che sfugge, riemerge, cambia forma.

Come per Achab con la Balena, non è tanto una scelta quanto una necessità: continuare a cercare, anche sapendo che non esiste un vero approdo. La scrittura perciò per me non è conforto, né rifugio. È il mio modo di attraversare la realtà, di interrogarla, di provare a darle una forma. Una forma che tenta di dare ordine al caos – forse in modo illusorio – mentre, nello stesso gesto, mi costringe a fare i conti con ciò che porto dentro: i mostri interiori, i fantasmi. Così la scrittura resta una lotta silenziosa e continua, senza garanzia di approdo ma inevitabile. L’unico modo che conosco per restare dentro le domande, senza smettere di cercare”.

Come e quando nasce Nata nell’acqua sporca?
“Nasce da un’urgenza che riconosco come propria della letteratura necessaria: una scrittura che non si sceglie davvero, ma si impone perché diventa l’unico modo per attraversare la realtà, metterla in crisi, smontarla e tentare – forse invano – di ricomporla.

È per questo che è una scrittura scomoda: non consola, non semplifica, non offre risposte, ma apre al dubbio e costringe a sostarvi dentro. All’inizio era un racconto, ma già eccedeva quella misura. È stato Andrea Carraro a riconoscerlo: lì dentro c’era qualcosa che chiedeva più spazio, più profondità. Il romanzo è nato così, come conseguenza inevitabile di quell’urgenza”.

WhatsApp Image 2026 03 20 at 14.10.56 | F-Mag Giuliana Vitali si racconta: il suo romanzo d’esordio candidato al Premio Strega 2026

E’ nata a Napoli, e il suo romanzo è ambientato a Napoli, ma Roma? Qual è il rapporto con la “città eterna”?
“Napoli è la mia Terra Madre, il luogo delle radici. È una città che porto dentro in modo viscerale e contraddittorio e, parafrasando Totò, mi sento parte romana e parte nopèa. Il mio rapporto con Roma nasce anche da questo. Ho capito che potevo raccontare Napoli solo standone, in qualche modo, lontana. È una città che ti trattiene, che ti avvolge completamente, nel bene e nel male, lasciando poco spazio alla distanza; e invece la scrittura, per me, ha bisogno di uno scarto, di un respiro.
Roma è stata quel respiro. È una città diversa, ma non così distante come sembra: certe periferie, certe dinamiche, certi margini si somigliano più di quanto si pensi. Cambia però la misura dello spazio: Roma è più ampia, più dilatata, e proprio per questo ti concede tempo. È in questa distanza che si è reso possibile, per me, tornare a Napoli attraverso la scrittura”.

Quando e come arrivata la notizia del Premio Strega?
“Una telefonata da Marco Debenedetti. Per me è stata una forte emozione, un atto di fiducia dato al romanzo. Ma sono anche consapevole che la vera selezione non è fatta dai Premi ma dal tempo perché la letteratura viaggia con lentezza”.

Ha già cominciato il suo prossimo romanzo e quale tema toccherà?
“Ho iniziato a scrivere una nuova storia, sì. Ma contemporaneamente mi piacerebbe che “Nata nell’acqua sporca” diventasse un film. Ci stiamo lavorando insieme a Isabella Corrado, mia agente e amica”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. È l'anima e la coordinatrice di F-Mag.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio