Parità di genere, sette BCC tra Campania e Calabria ottengono la certificazione: un modello organizzativo che punta su cultura e governance
Si chiude con risultati misurabili il percorso promosso dalla Federazione delle Banche di Comunità. Focus su riduzione del gender pay gap, processi HR e presenza femminile nei ruoli decisionali

Un intervento strutturale, nato dall’analisi organizzativa e tradotto in azioni concrete, che oggi produce un risultato formale ma soprattutto sostanziale: la certificazione della parità di genere per sette Banche di Credito Cooperativo tra Campania e Calabria. È l’esito del percorso promosso dalla Federazione Banche di Comunità Campania Calabria, con il sostegno di Fondosviluppo e la consulenza specialistica di Focus Consulting e Formeta.
L’iniziativa, ideata a marzo 2025, nasce da un’esigenza espressa dalle stesse BCC associate: non limitarsi a un’adesione formale ai principi di equità, ma intervenire sui modelli organizzativi per promuovere una cultura della parità radicata nei processi decisionali, nelle politiche HR e nella governance.
«Le BCC associate hanno espresso la necessità di un intervento che partisse dall’analisi organizzativa per promuovere una vera e propria cultura della parità di genere all’interno delle loro realtà. Per raggiungere questo obiettivo ci siamo impegnati non solo formalmente ma attraverso tutti gli strumenti possibili e in primo luogo promuovendo ai nostri vertici aziendali figure femminili che per le loro qualità professionali hanno subito dato un contributo essenziale alla nostra crescita e alla innovazione del sistema del credito cooperativo», ha dichiarato Amedeo Manzo, Presidente della Federazione.
Hanno partecipato al percorso la Bcc Campania Centro, la Bcc di Capaccio Paestum Serino, la Bcc Magna Grecia, la Bcc Mediocrati, la BCC Montepaone, la BCC Napoli e la Bcc Terra di Lavoro S. Vincenzo de’ Paoli. Un gruppo eterogeneo per dimensioni e territori di riferimento, ma unito dall’obiettivo di rafforzare la cultura dell’inclusione come leva di competitività e reputazione.
La certificazione si colloca nel solco degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferimento al Goal 5 dedicato alla parità di genere. Per le BCC coinvolte, il percorso ha significato intervenire su indicatori misurabili, dalla presenza femminile nei ruoli apicali alla revisione dei processi di selezione e valutazione, fino all’analisi del divario retributivo.
Particolare attenzione è stata riservata proprio alla riduzione del gender pay gap, anche in vista dei prossimi obblighi che deriveranno dal recepimento della Direttiva Europea 2023/970 sulla trasparenza salariale. Parallelamente, sono state introdotte misure a sostegno della conciliazione tra vita privata e lavoro, con politiche dedicate alla genitorialità e alla flessibilità organizzativa.
«Il nostro impegno verso la parità di genere è fondamentale. Crediamo che valorizzare il lavoro femminile e garantire un ambiente di lavoro equo sia essenziale per il futuro delle nostre BCC e della comunità che serviamo. Già lo stiamo facendo e sempre più lo faremo in futuro», ha aggiunto Manzo, sottolineando come il progetto rappresenti solo una tappa di un percorso più ampio.
Un percorso costruito in sinergia con i vertici della Federazione, con i vicepresidenti Teresa Palmieri e Nicola Paldino, con il contributo dell’Associazione iDEE e con la disponibilità delle strutture partner che hanno accompagnato le banche fino alla certificazione.
«Come Associazione iDEE – Associazione delle donne del Credito Cooperativo, non possiamo che guardare con soddisfazione all’impegno delle BCC di Campania e Calabria che hanno investito energie e risorse nel percorso per l’ottenimento della Certificazione di Parità. Condividiamo il valore di tale impegno, perché la parità sia, sempre di più, riconosciuta come obiettivo concreto, condiviso e duraturo», ha dichiarato Teresa Fiordelisi, Presidente di iDEE, evidenziando l’importanza delle verifiche periodiche come garanzia di serietà dell’approccio.
Sul piano tecnico, il progetto ha previsto interventi strutturati e non meramente formativi. «La Certificazione della Parità di Genere fa parte di una strategia inclusiva e integrata delle organizzazioni. Non si può sensibilizzare e basta: è necessario attivare cambiamenti che durino nel tempo», ha osservato Giuseppe Li Volti, CEO di Focus Consulting. Sulla stessa linea Marco Sprocati, CEO di Formeta, che ha definito il processo «un’occasione per trasformare la cultura aziendale dall’interno, rendendola più aperta, trasparente e capace di affrontare le sfide future».
Anche sul versante delle risorse umane, l’impatto è stato rilevante. «Investire nella parità significa investire nella qualità: considerare le competenze prima dei pregiudizi. La funzione HR è centrale e strategica», ha sottolineato Giovanna D’Elia, HR & Culture Director di Focus Consulting.
Il valore del percorso, tuttavia, non si esaurisce nella certificazione. Come ha evidenziato la vicepresidente Teresa Palmieri, la parità di genere richiede azioni congiunte a tutti i livelli e la rimozione degli ostacoli culturali, politici ed economici che limitano la piena realizzazione delle donne. Nicola Paldino, vicepresidente vicario, ha ribadito che «la parità di genere non è solo un obiettivo di giustizia sociale, ma un pilastro della nostra identità cooperativa».
L’evento conclusivo, che ha visto la partecipazione anche degli studenti del liceo scientifico Severi di Salerno con la lettura del “Canto delle donne” di Alda Merini, ha rappresentato simbolicamente il legame tra mondo bancario, formazione e comunità. Un segnale che rafforza il posizionamento delle BCC come attori economici ma anche culturali nei territori di riferimento.
Nel credito cooperativo, la sfida della parità di genere si intreccia così con quella della modernizzazione organizzativa. Non un adempimento, ma una scelta di governance che punta a consolidare fiducia, attrattività e sostenibilità nel lungo periodo.




