Si è tenuto questa mattina, martedì 10 febbraio 2026, presso la Sala Ciriaco De Mita del Carcere Borbonico di Avellino, l’incontro pubblico “Un altro modo è possibile”, promosso dall’Associazione Il Lampione della Cantonata. Un appuntamento partecipato e di alto profilo istituzionale e culturale, dedicato a una riflessione profonda sul significato della pena nel nostro tempo e sul ruolo che la giustizia riparativa può assumere come strumento di responsabilizzazione, ascolto e ricomposizione del conflitto.
La giustizia riparativa, un ponte fra il sistema penale e la comunità
L’iniziativa ha messo al centro un’idea di giustizia capace di andare oltre la sola dimensione punitiva, aprendo uno spazio di dialogo tra sistema penale, comunità e persone coinvolte nel reato. Un approccio che guarda alla pena non solo come sanzione, ma come occasione di consapevolezza, riparazione e reintegrazione sociale, nel rispetto della dignità della persona.
Nel corso dell’incontro è stato presentato un documentario che raccoglie esperienze e riflessioni maturate in ambito carcerario e territoriale, offrendo uno sguardo concreto sui percorsi di giustizia riparativa già avviati. La presentazione del video è stata curata dai dottori Pietro Centomani, responsabile del montaggio, e Giuseppe Centomani, coordinatore tecnico del Centro di Giustizia Riparativa e di aiuto alle vittime di reato Il Lampione della Cantonata.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Dott. Rizieri Buonopane, Presidente della Provincia di Avellino. L’incontro, moderato dall’Avvocata Giovanna Perna, presidente dell’Associazione promotrice, si è inserito in un percorso di approfondimento culturale e giuridico volto a promuovere una riflessione consapevole e non ideologica sul futuro della pena e sulle possibilità di integrazione della giustizia riparativa nei contesti istituzionali e sociali.
Numerosi e qualificati gli interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata. Tra questi, quelli di S.E. Arturo Aiello, Vescovo di Avellino; Maria Covelli, Presidente della Corte di Appello di Napoli; Francesca Spena, Presidente del Tribunale di Avellino; Francesco Raffele, Procuratore facente funzione presso il Tribunale di Avellino; Don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana; Antonio D’Orta, Direttore della Caritas diocesana di Avellino; Maria Rosaria Casaburo, Direttrice della Casa Circondariale di Bellizzi Irpino; Claudia Nannola, Direttrice dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna per la Campania.
Hanno inoltre portato il loro contributo Biancamaria D’Agostino, consigliera del CNF e componente del gruppo di lavoro sull’approfondimento del sistema detentivo; Fabio Benigni, Presidente del COA di Avellino; Simona Barbone, componente della Giunta UCPI; Gianpaolo Catanzariti, responsabile dell’Osservatorio Carcere UCPI; Francesca Palma, consigliera CNF della Commissione per le persone private della libertà personale; Sergio D’Elia, segretario dell’associazione Nessuno Tocchi Caino; e Samuele Ciambriello, Garante regionale per le persone private della libertà personale.
Il ruolo della giustizia riparativa
I diversi punti di vista hanno restituito un quadro articolato sul rapporto tra pena, responsabilità e comunità, evidenziando il valore educativo della giustizia riparativa, soprattutto per le nuove generazioni. Un tema che ha trovato particolare attenzione anche nella presenza degli studenti, per i quali l’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto su uno dei nodi più delicati della convivenza civile: come rispondere al reato senza rinunciare alla dignità della persona.
Un messaggio chiaro è emerso con forza: un altro modo è possibile, e passa dalla capacità delle istituzioni e della società di ripensare la pena come spazio di responsabilità, relazione e futuro.
