Il Superbonus 110%, nato per incentivare l’efficientamento energetico degli edifici, ha generato una mole imponente di interventi prima di essere drasticamente ridimensionato. La scia della compravendita di crediti fiscali, tuttavia, proseguirà anche nel 2026. Molte imprese e istituti finanziari continuano infatti a scambiarsi i crediti d’imposta maturati con i bonus edilizi negli anni scorsi. Questo mercato secondario dei crediti costituisce ancora una fonte di liquidità per le aziende, ma richiede ora più che mai massima prudenza e verifiche rigorose. Come fare allora?
Il parere dell’esperto
“La figura del commercialista diventa cruciale per supportare l’impresa e metterla al riparo da brutte sorprese”, evidenzia il dott. Luigi D’Amore, partner dello Studio D’Amore & Partners, realtà con oltre 30 anni di esperienza nel settore, con sede a Napoli.
“La compravendita dei crediti fiscali offre liquidità alle aziende, ma nasconde insidie: prima di acquistare un credito occorre verificarne con rigore la bontà, la tracciabilità e tutta la documentazione. Solo così l’azienda può avere la certezza che il credito sia legittimo e utilizzabile senza rischi“.
D’Amore sottolinea come il commercialista debba svolgere due diligence approfondite su ogni credito oggetto di cessione, controllare che il credito derivi da lavori effettivamente eseguiti e certificati, accertare che non sia già stato utilizzato o bloccato dall’Agenzia delle Entrate, e verificare che tutti i requisiti normativi siano soddisfatti.
“In mancanza di queste verifiche – avverte il professionista – l’impresa acquirente può incorrere in problematiche di tipo non solo amministrativo e fiscale ma anche penale. Chi compra il credito risponde in solido con il cedente in caso di utilizzo indebito e se il credito comprato era fittizio o non spettante, sarà l’acquirente a doverne pagare le conseguenze.
In sintesi, le imprese possono ancora beneficiare della cessione dei crediti maturati, ad esempio, con gli ultimi cantieri agevolati avviati in tempo utile, o con altri bonus edilizi ordinari prorogati in forma ridotta. L’epoca delle facili cessioni però è terminata e ogni credito fiscale va passato al setaccio”.
