Non lasciatevi ingannare da quelle fotografie impresse nell’immaginario collettivo: baite rurali, taglialegna con braccia grandi e accette in ferro. La filiera del legno non solo rappresenta un settore strategico per l’economia della Campania, con oltre 1.500 aziende impegnate in attività che spaziano dalla lavorazione artigianale alla produzione industriale, ma anche uno di quelli più assetati di innovazione, essenziale per affrontare le sfide che ogni impresa moderna è chiamata ad affrontare e che prendono il nome di tracciabilità, sostenibilità e efficienza operativa.
Con un fatturato che supera i 743 milioni di euro e un impiego di circa 9.750 addetti secondo le rilevazioni di Unioncamere, il settore contribuisce significativamente al manifatturiero regionale, rappresentando circa il 3% del totale. Le potenzialità di questo comparto nevralgico per l’intera economia regionale, insomma, sono enormi e non è un caso che le attività di ricerca e sviluppo di alcune delle più innovative aziende del tessuto regionale si stiano concentrando per ottimizzare la filiera del legno.
Si veda Logtrack, soluzione tecnologicamente innovativa sviluppata dalla startup campana Fortress Lab con il contributo della Regione nell’ambito del bando “Campania Startup 2023”. A differenza di altri settori, infatti, la “tracciabilità nella filiera del legno è storicamente un processo complesso e dispendioso, spesso soggetto a errori dovuti alla gestione manuale dei dati”, spiega il CEO di Fortress Lab Alessandro Tateo.
“Partendo dalla necessità di ridurre gli errori al minimo, abbiamo progettato un sistema in grado di superare queste criticità, facendo ricorso alle expertise maturate in questi anni dalla nostra realtà e tarandole sulla necessità delle aziende del legno”.
In che modo Logtrack migliora la tracciabilità nella filiera del legno?
“Lo fa introducendo un sistema di tracciamento completamente automatizzato basato su tecnologie avanzate di computer vision e machine learning. Grazie a un motore OCR potenziato, Logtrack identifica e decodifica le etichette dei tronchi in modo non supervisionato, anche in condizioni operative sfidanti, come illuminazione variabile o oggetti sovrapposti. Questo approccio garantisce precisione superiore al 95% e riduzione significativa dei costi operativi”.
Perché la filiera del legno presenta difficoltà specifiche che in altri settori non si riscontrano?
“In primis perché non parliamo di pacchi su un nastro trasportatore in condizioni di luci ottimali. La variabilità ambientale fa sì che i tronchi possano trovarsi in condizioni di illuminazione sfavorevole o essere posizionati in modo non uniforme a causa della specificità del tronco stesso. Abbiamo implementato algoritmi di pre-elaborazione per ottimizzare la qualità delle immagini in questi scenari. Poi, come dicevo, c’è la complessità degli oggetti stessi: sovrapposizioni o inclinazioni dei tronchi rappresentano ostacoli significativi per i sistemi di tracciabilità tradizionali.
Il nostro motore segmenta correttamente ogni oggetto, riducendo gli errori di interpretazione. Infine non bisogna dimenticare la scalabilità del sistema, in quanto molte aziende gestiscono flussi elevati di materiale. Logtrack è stato ottimizzato per processare oltre 110 tronchi per sessione, mantenendo alte prestazioni anche in contesti ad alta intensità”.
È complesso per le aziende dotarsi di una tale piattaforma digitale?
“In realtà no. Le chiedo scusa per i tecnicismi che vado ad utilizzare: l’architettura di Logtrack è costruita su un framework ICT n-tier integrato, che garantisce scalabilità e interoperabilità con i sistemi aziendali esistenti. Le principali componenti includono un layer di elaborazione immagini, ossia un motore di image processing avanzato capace di segmentare frame complessi e rilevare i caratteri con elevata accuratezza; un engine di machine learning che utilizza algoritmi di apprendimento non supervisionato per adattarsi dinamicamente alle condizioni operative, migliorando continuamente le prestazioni di riconoscimento; delle API RESTful che permettono l’integrazione fluida con ERP, WMS e altre piattaforme aziendali,
centralizzando i dati di tracciabilità”.
Per i meno tecnici?
“Per gli addetti ai lavori non tecnici tutto ciò si traduce in un sistema facilmente integrabile con quelli attualmente in mercato, che quindi può coadiuvare percorsi di digitalizzazione già avviati dalle imprese della filiera del legno e migliorarli in termini di efficienza operativa. Bisogna solo sostenere l’acquisizione dell’hardware dedicato: abbiamo sviluppato stazioni di rilevamento equipaggiate con telecamere industriali ad altissima risoluzione e sistemi di acquisizione ottimizzati per ambienti complessi.
La struttura nel suo insieme consente a Logtrack di elaborare grandi volumi di dati in tempo reale, garantendo robustezza operativa e adattabilità a diverse configurazioni aziendali. Inoltre, aumentando l’efficienza diminuiscono i costi, e questo nel tempo permette di rientrare totalmente nell’investimento”.
Qual è stato il ruolo della Regione Campania nello sviluppo di Logtrack e come questo progetto si collega al territorio?
“La Regione Campania ha svolto un ruolo cruciale attraverso il cofinanziamento nell’ambito del programma PR CAMPANIA FESR 2021-2027. Questo supporto ha permesso di accelerare la fase di ingegnerizzazione e validazione del sistema, garantendo che Logtrack fosse pronto per l’implementazione industriale. La filiera del legno in Campania del resto è un settore strategico per l’economia locale e Logtrack vuole rappresentare una risposta tecnologica alle esigenze di queste realtà, orendo strumenti per migliorare competitività e sostenibilità”.
In che modo sistemi come Logtrack rappresentano un miglioramento effettivo in termini di sostenibilità?
“La sostenibilità è un pilastro centrale di tutto il processo che ha portato alla nascita di Logtrack. Grazie alla digitalizzazione completa dei processi di tracciabilità, il sistema riduce significativamente l’impiego di risorse materiali e umane, limitando errori e sprechi lungo tutta la filiera. Inoltre, la possibilità di documentare in modo preciso l’origine e il percorso dei tronchi consente alle aziende di aderire con maggiore facilità a certificazioni ambientali come FSC e PEFC, oggi fondamentali per accedere ai mercati internazionali.
Questo non solo garantisce la conformità normativa, ma incentiva un uso più responsabile delle risorse naturali. Riducendo le inefficienze e ottimizzando le operazioni, Logtrack contribuisce attivamente alla transizione verso modelli di economia circolare, in cui ogni elemento della filiera è valorizzato per minimizzare l’impatto ambientale e massimizzare il riutilizzo dei materiali”.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi per Logtrack?
“I prossimi passi includono il lancio commerciale su scala nazionale e il consolidamento delle partnership con aziende della filiera, volto anche a percorsi di formazione e consapevolezza condivisi”.
