Black Friday: il decalogo antitruffa (e antistress) per difendersi dalle insidie del web

A tu per tu con Fabio De Rienzo, esperto di e-commerce: “Il problema non è solo lo scam, la truffa palese per intenderci, ma anche tutte quelle tecniche che servono ad aumentare la pressione e spingere l’utente all’acquisto, anche quando non ve ne è la necessità”

Il Black Friday torna e, come ogni anno, porta con sé offerte, banner lampeggianti, promesse di sconti imperdibili e un esercito di finti negozi che sbucano dal nulla. L’occasione, ormai ben radicata anche in Italia, coincide puntualmente con l’aumento del rischio di truffe digitali e di tecniche sempre più raffinate per spingere consumatori e utenti a un acquisto impulsivo. Fabio De Rienzo, imprenditore digitale napoletano ed esperto di e-commerce, founder della piattaforma Materassimemory.eu, mette in guardia: “Il problema non è solo la truffa esplicita. Oggi molte piattaforme usano strumenti per creare urgenza di spesa, condizionando il comportamento dell’utente senza che se ne accorga”.

Per chiarire cosa significhi acquistare in modo consapevole, De Rienzo stila un decalogo che funziona tanto da guida pratica quanto da bussola psicologica per orientarsi tra offerte reali e tranelli commerciali. Il punto di partenza è sempre lo stesso: affidarsi a siti sicuri. “È più facile che mai aprire un e-commerce farlocco – spiega – ma oggi è altrettanto semplice verificare la reputazione di un venditore attraverso piattaforme di recensioni certificate. Prima di comprare, bisogna sempre controllare cosa si dice online su quel negozio”.

Il secondo aspetto riguarda la scelta dei metodi di pagamento. Usare sistemi affidabili, gestiti da operatori conosciuti, è un’altra garanzia di sicurezza. “Se un sito non permette di pagare con le piattaforme digitali più comuni, è una red flag evidente”, afferma De Rienzo. Segue la terza regola: diffidare dalle offerte troppo belle per essere vere, soprattutto quando arrivano da venditori con sedi legali improbabili o informazioni incomplete. Spesso, dietro quei prezzi shock, si nascondono siti scam che hanno come unico obiettivo carpire dati sensibili degli utenti.

Fabio De Rienzo

Il quarto punto richiama l’attenzione sul diritto di recesso: un elemento di trasparenza che ogni e-commerce serio dovrebbe esporre in modo chiaro. Il Codice del Consumo garantisce 14 giorni per restituire un prodotto acquistato online. “Quando le procedure di reso sono oscure, rigide o piene di ostacoli, è il segno che il negozio non è affidabile”, sottolinea De Rienzo.

Alla correttezza delle procedure si lega un’altra accortezza fondamentale: verificare che non ci siano costi nascosti. Alcuni siti attirano con un prezzo iniziale molto basso per poi aumentare l’importo con spese di spedizione gonfiate, assicurazioni obbligatorie o supplementi per i metodi di pagamento. “Il prezzo reale è quello finale. Un venditore trasparente espone ogni voce in anticipo”, aggiunge.

Il capitolo dedicato ai prezzi prosegue con un richiamo a una pratica che molti consumatori trascurano: controllare lo storico di un prodotto. Anche se per i saldi fisici la normativa italiana ha introdotto l’obbligo di mostrare il prezzo precedente, online resta fondamentale verificare in autonomia l’andamento del costo nel tempo. “Non fidatevi delle sole dichiarazioni del venditore. Esistono strumenti di terze parti che permettono di vedere se un articolo è stato aumentato poco prima dello sconto”.

Un ulteriore suggerimento è monitorare l’articolo nei giorni precedenti all’inizio ufficiale delle promozioni: una strategia semplice che aiuta a capire se lo sconto è reale o costruito.

L’ottavo punto del decalogo riguarda la disponibilità del prodotto. Durante il Black Friday, il picco della domanda può facilmente mandare in tilt i magazzini e le giacenze. “Accade spesso – continua De Rienzo – che l’articolo risulti disponibile solo sulla carta, e che la consegna slitti di settimane o mesi. Un problema che pesa soprattutto quando si acquistano regali di Natale”.

La stessa necessità di chiarezza emerge nel nono consiglio: verificare sempre la presenza di un canale di contatto reale. Non basta un form automatico. “I chatbot possono essere utili per informazioni di base, ma non sostituiscono mai l’essere umano. Quando un prodotto non arriva, quando un rimborso è in ritardo, quando serve qualcuno che si prenda carico della situazione, devono esserci numeri di telefono, email e assistenza vera. Senza questo, il rischio è finire in un loop di risposte automatiche che generano solo stress. E in quei casi è fondamentale poter aprire un reclamo formale o inviare una PEC”.

Il decalogo si chiude con l’aspetto forse più sottovalutato: evitare l’ansia da acquisto indotta. De Rienzo cita timer fasulli, pop-up di countdown senza fine, messaggi come “ultimi pezzi disponibili” o notifiche che segnalano altri utenti pronti a comprare lo stesso prodotto. “Sono tecniche studiate per ridurre il tempo di riflessione e spingere all’acquisto impulsivo”. Esistono norme che limitano l’uso scorretto di queste pratiche, ma applicarle e verificarle su scala globale è complesso. “Ecco perché la consapevolezza è l’unica vera strada per difendersi”.

Un messaggio chiaro, che vale per il Black Friday ma anche per tutto il resto dell’anno.

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