Folklore, riti popolari e gastronomia: da Amiro quattro cene per riscoprire la passione per le radici
Dal ventre dell’Oriente ai ritmi del Sud America, passando per le danze popolari e l’anima andalusa. A Napoli, Amiro trasforma i venerdì di novembre e dicembre in un itinerario tra cucina e cultura.

Un viaggio tra culture, sapori e suoni che attraversa i continenti restando nel cuore di Napoli. È questo il nuovo progetto di Amiro Restaurant, che lancia un ciclo di quattro cene spettacolo in programma ogni venerdì dal 14 novembre al 5 dicembre. Un format che unisce gastronomia e performance dal vivo, con l’obiettivo di raccontare il mondo attraverso la convivialità e le tradizioni popolari.
Il primo appuntamento, “Danza del Ventre”, inaugura il percorso il 14 novembre con un omaggio all’Oriente: profumi di spezie, atmosfere calde e coreografie magnetiche per una serata dedicata alla femminilità e alla contaminazione culturale. «Volevamo inaugurare questo ciclo partendo da un simbolo di femminilità e di contaminazione culturale» spiega Alessia Bisaccio, owner di Amiro Restaurant. «La danza del ventre, con la sua forza espressiva, racconta perfettamente lo spirito di Amiro: accoglienza, eleganza e libertà di interpretare la tradizione con occhi nuovi».
A firmare il menu della serata sarà lo chef Gian Luca Cicco, che propone un percorso gastronomico tra aromi mediterranei e suggestioni arabe: quenelle di cous cous con verdure di stagione, falafel di ceci, kabsa al pollo e kunafa, in un intreccio di spezie e texture. «Abbiamo scelto ingredienti partenopei per preparazioni arabe e mediorientali, una sorta di meltin’ pot che trova la sua espressione a tavola» spiega Cicco. «Sono piatti che parlano di incontro, ma anche di memoria: il cous cous, ad esempio, è un simbolo del Mediterraneo che qui diventa parte del nostro lessico gastronomico».
Il 21 novembre Amiro renderà omaggio al Sud Italia con “Danze Popolari”, una serata dedicata ai ritmi e ai sapori delle tradizioni meridionali, tra tarantelle, tamburelli e piatti che raccontano la cucina contadina. Una settimana dopo, il 28 novembre, sarà la volta di “Tánghera”, viaggio sensuale nell’universo del tango e della cultura argentina. A chiudere il ciclo, “Flamenca” il 5 dicembre, un omaggio all’anima andalusa, alle sue chitarre e alle sue note appassionate.
«Questo format nasce dall’idea di far dialogare le culture attraverso il linguaggio che più ci appartiene, quello dell’ospitalità» aggiunge Alessia Bisaccio. «Napoli è una città che accoglie e si lascia contaminare: portare qui atmosfere, suoni e sapori del mondo è un modo per ricordare che la nostra identità non si difende chiudendosi, ma aprendosi con curiosità e rispetto».
Con “Il giro del mondo di Amiro”, il ristorante di via Medina conferma la sua vocazione a trasformare ogni serata in un’esperienza sensoriale completa, dove la cucina diventa racconto e la tavola un luogo di incontro tra culture diverse. Un itinerario gastronomico e artistico che accompagnerà Napoli verso il Natale nel segno della condivisione e della bellezza.




