Nove italiani su dieci non sanno gestire i soldi: ecco come imparare (giocando)
Affrontare temi come progettare il proprio futuro, gestire i rischi e prendere decisioni consapevoli sulle risorse finanziarie è sempre più considerato una competenza chiave: la consapevolezza finanziaria è oggi un’abilità cruciale per costruire un domani sicuro.

Novembre è il mese dedicato all’educazione finanziaria, un’opportunità per riflettere su quanto questo tema sia cruciale nel contesto odierno. Oggi il livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani è ancora molto basso: secondo i dati dell’OCSE/INFE, solo poco più di 1 italiano su 10, circa il 16,6%, ha competenze finanziarie minime accettabili, che pongono il nostro paese al 36° posto a livello mondiale sui 39 inclusi nella ricerca.
A complicare la situazione, intervengono disparità demografiche e di genere: i giovani tra 18 e 29 anni possiedono una preparazione paragonabile a quelle di un paese in via di sviluppo, mentre le donne occupano gli ultimi posti in classifica, occupando il 38° posto sui 41 analizzati dall’OCSE. Sebbene l’86% degli europei consideri la propria salute finanziaria una priorità, il 74% riconosce di avere bisogno di maggiore educazione finanziaria per gestire meglio risparmi, investimenti e pensioni.
Con la legge 21/2024, l’alfabetizzazione finanziaria è stata ufficialmente inclusa tra gli argomenti di educazione civica in Italia: un passo importante che riconosce come essenziale questa conoscenza, fondamentale per prendere decisioni consapevoli nella gestione del denaro. L’educazione finanziaria è essenziale non solo per ridurre il divario nelle competenze finanziarie, ma anche per abbattere il divario di genere; inoltre, prepara i cittadini del futuro ad acquisire conoscenze fondamentali in ambito finanziario, assicurativo e previdenziale, creando così le basi per una conoscenza più ampia del sistema economico e sociale.
L’approccio didattico di Discentis: dai concetti chiave al gioco
Secondo Discentis (discentis.it), startup innovativa a vocazione sociale che si occupa di formazione, ricerca educativa e progettazione didattica, interrogarsi sull’educazione finanziaria già a livello scolastico è una scelta strategica per il futuro. La startup ha progettato corsi dedicati ai docenti che forniscono una comprensione basilare del risparmio, della gestione della moneta, dell’investimento e della pianificazione finanziaria.
L’elemento distintivo del loro approccio è l’uso di metodologie attive di apprendimento, con un focus sulla didattica ludica: attraverso giochi, simulazioni e attività pratiche, si ha l’opportunità di sperimentare scenari finanziari realistici in un contesto sicuro e controllato. Vengono così utilizzati, ad esempio, giochi da tavolo classici e strategici come Monopoly, utile per la gestione del denaro e la relazione tra domanda e offerta, Gioco della vita, che parla di risparmi, assegni e pensione, Acquire, incentrato su azioni e start up per l’imprenditorialità, o ancora Giorno di pagae Alta Tensione, basato sulla gestione delle risorse. Inoltre, vengono impiegate attività pratiche come la creazione di cruciverba e quiz per fissare la terminologia chiave, come Rischio, Fondo di emergenza, Azione, Budgeting, Flusso di cassa, e Interesse composto.
Contrastare le trappole: come instillare il senso critico
Un altro buon motivo per affrontare il tema dell’educazione finanziaria in classe è proteggere gli studenti, soprattutto alla scuola secondaria, dai cosiddetti “fuffa-guru”, cioè imbonitori che tramite web, millantano guadagani facili a fronte di corsi per imparare ad investire. Nel percorso di educazione finanziaria l’identificazione e la prevenzione delle truffe online e dei meccanismi manipolatori mira a sviluppare il senso critico negli studenti, insegnando loro a riconoscere investimenti truffaldini. Promesse esagerate, mancanza di sostanza, marketing aggressivo e testimonianze dubbie, sono tutti elementi che permettono di identificare queste operazioni.
Discentis supporta i docenti con il corso di formazione “Educazione al Benessere Finanziario” tenuto da Lorenzo Camisassi Sartoris, risorse utilie laboratori pratici per gli studenti.
“L’obiettivo è far entrare l’educazione finanziaria a scuola attraverso i docenti, non lasciare che gli studenti si formino da soli senza riferimenti e senza un adeguato pensiero critico. Troppo spesso il primo contatto avviene sulla parte più emotiva, quella degli investimenti, invertendo l’ordine naturale dell’apprendimento dove la sequenza corretta vede prima il comprendere e governare le proprie spese e il bilancio personale e solo in seguito imparare a investire per costruire un futuro coerente con i propri obiettivi e valori. Non dobbiamo puntare a “formare investitori”, ma cittadini consapevoli: dobbiamo offrire cornici chiare e criteri di valutazione che aiutino gli studenti a difendersi dal mito del guadagno facile e dalle trappole che costellano un percorso comunque necessario per il loro futuro.” – commenta Lorenzo Camisassi Sartoris, CFO e formatore di Discentis.




