Il Festival della Filosofia in Magna Grecia salpa nel Mediterraneo: la Paideia dei Naviganti porta Platone a bordo della MSC Lirica
Sulle rotte del pensiero, un viaggio che unisce educazione, mito e scoperta: nasce la comunità filosofica galleggiante del XXI secolo
“Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, scriveva Seneca. Ma questo viaggio, sì, sa dove condurre. Parte dal cuore del Mediterraneo il nuovo percorso del Festival della Filosofia in Magna Grecia, che per la prima volta approda sul mare – anzi, naviga su di esso – salendo a bordo della MSC Lirica grazie alla collaborazione con Inperoso Tour, tour operator scolastico guidato da Crescenzo Rossi.
La crociera, che si terrà dal 15 al 22 novembre 2025, toccherà luoghi simbolo della filosofia come Atene, Izmir, Istanbul e Corfù in un “itinerario di coscienza”, come lo definiscono gli organizzatori.
Un’idea visionaria firmata da Giuseppina Russo, presidente del Festival, e costruita insieme ai professori Annalisa Di Nuzzo e Salvatore Ferrara: una proposta di didattica non formale che trasforma la crociera in una polis sull’acqua, dove oltre duecento studenti da tutta Italia si confronteranno in laboratori, dialoghi maieutici e cammini interiori.
“Avremo l’opportunità di viaggiare in una nave da crociera coniugando il fascino della navigazione nelle acque del Mediterraneo con un percorso di crescita interiore condivisa – spiega Russo –. Il nostro obiettivo è costruire una comunità on board, una polis che si confronta in una dimensione di reciprocità. Il progetto assume sempre più i tratti di una condivisione trasversale di tematiche transdisciplinari”.
Una nave come Agorà
È un’idea antica e rivoluzionaria insieme: come i discepoli che seguivano Socrate tra le colonne dell’Agorà, i giovani filosofi del mare faranno della Lirica un luogo di domande e risposte, di thaumazein, di meraviglia. Perché – ricordava Platone nel Teeteto – “la meraviglia è l’origine della filosofia”. E di meraviglia si nutriranno i partecipanti, tra laboratori di filosofia pratica, passeggiate teatralizzate e riflessioni condivise sul ponte, mentre il mare scorre come una pagina bianca su cui scrivere il proprio pensiero.
Il Mediterraneo diventa così un testo vivo, un orizzonte da interrogare. È il mare che unisce Oriente e Occidente, le sponde del pensiero greco e quelle della modernità. “Il viaggio diventa metafora di un autentico percorso formativo – afferma Leonardo Massa, Vice President Southern Europe della divisione crociere del Gruppo MSC –: un cammino di crescita, personale e collettiva, che unisce la scoperta di sé alla scoperta del mondo. Iniziative come questa trasformano la conoscenza in esperienza viva, capace di ispirare le nuove generazioni”.
Il viaggio come filosofia, la filosofia come viaggio
Nella Repubblica, Platone descrive l’educazione come una “conversione dell’anima”, un rivolgersi verso la luce dopo l’ombra della caverna. Il Festival traduce questa metafora in un itinerario concreto: ogni tappa, ogni dialogo, ogni momento diventa un atto di conoscenza condivisa.
Non più il viaggiatore che cerca la sua Itaca, ma il viandante che continua a camminare, direbbe Nietzsche. Un andare senza fine, “verso il mondo dietro il sole”. È l’idea stessa di Paideia dei Naviganti, che invita studenti e docenti a riflettere su ciò che significa apprendere, incontrare, essere cittadini del mondo.
La cultura come impresa del futuro
Il progetto, che ha già raccolto un entusiastico riscontro e guarda alle date dell’autunno 2026, coinvolge anche i licei Giordano e Silvestri. All’interno del Festival nasce un percorso PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) riconosciuto di 50 ore, con una figura formativa in uscita: l’“Animatore della Cultura del Mediterraneo”.
Un titolo che non è semplice attestato, ma una visione: formare giovani capaci di “fare impresa” tutelando, valorizzando e promuovendo i beni culturali. Produrre eventi, costruire reti, abitare la bellezza con spirito di sostenibilità e consapevolezza.
Come avrebbe detto Aristotele, “noi siamo ciò che facciamo costantemente”. E su questa nave – tra un dialogo e una risata, tra il mare e l’infinito – i ragazzi del Festival della Filosofia in Magna Grecia imparano a fare del pensiero un gesto quotidiano, del viaggio un atto politico, e della conoscenza una rotta.
Perché navigare, oggi, non è fuggire. È tornare a pensare.




