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Lo sapevate che in Campania c’è un festival dedicato al gin?

A Pellezzano, il 19 e 20 settembre, va in scena la prima edizione del festival che unisce la tradizione del gin ai sapori e alla cultura del territorio campano.

Quando si pensa al gin, la mente corre quasi subito ai pub fumosi di Londra, alla pioggia battente e a una tradizione secolare tipicamente britannica. Ma se vi dicessimo che uno dei distillati più famosi al mondo ha trovato una nuova, vibrante casa sotto il sole della Campania? Dimenticate per un attimo il Tamigi e immaginate le colline salernitane: è qui che sta per accadere qualcosa di unico.

Il gin, per chi non lo sapesse, è un distillato di cereali che deve il suo aroma inconfondibile a un processo di infusione con botaniche, tra cui spiccano obbligatoriamente le bacche di ginepro. Nato in Olanda come “Jenever” e poi adottato e perfezionato in Inghilterra, è diventato il simbolo di un’intera cultura. Ma la Campania, terra di tradizioni gastronomiche millenarie, dall’aperitivo al limoncello, ha deciso di lanciare la sua sfida, sostituendo l’iconografia inglese con il proprio patrimonio di profumi e sapori.

Nasce così il Campania Gin Fest, un evento che non è solo una degustazione, ma una vera e propria dichiarazione culturale. L’idea, nata dalla passione di Alessandro Garofalo e Marco Rago e supportata dall’associazione “I Ragazzi di Capriglia”, trasformerà la suggestiva cornice dell’Eremo dello Spirito Santo di Pellezzano nel tempio campano del gin per due giorni, il 19 e 20 settembre.

Se la tradizione inglese vuole il suo London Dry Gin dal gusto secco e deciso, qui le bacche di ginepro incontrano le scorze dei limoni della Costiera, il basilico fresco, il mirto selvatico e il rosmarino del Cilento. Saranno infatti ben 14 le aziende espositrici, per la maggior parte campane, pronte a dimostrare come questo distillato nordico possa parlare il nostro dialetto. A dare un tocco di contaminazione extra-regionale ci sarà l’azienda toscana Il Borro, a simboleggiare un’unione di eccellenze italiane.

E come ogni tradizione campana che si rispetti, il cibo gioca un ruolo da protagonista. Là dove gli inglesi abbinano al massimo qualche stuzzichino, il Campania Gin Fest schiera 7 aziende ristorative con show cooking dal vivo. Si creeranno abbinamenti audaci e inediti, dove la freschezza di un Gin Tonic sposerà le specialità del territorio, in un matrimonio di sapori che solo qui è possibile celebrare.

L’accesso all’Eremo sarà gratuito, mentre per immergersi completamente nell’esperienza sarà disponibile un ticket di 25 €, che comprende due Gin Tonic, due shot di gin liscio e una selezione di prelibatezze gastronomiche.

L’evento non sarà solo festa, ma anche cultura. L’inaugurazione di venerdì 19 settembre alle 17:00, con i saluti istituzionali del Sindaco di Pellezzano Francesco Morra, darà il via a un interessante convegno. E qui il parallelo si fa ancora più affascinante: se il gin in passato era visto quasi come un medicinale, a parlarne sarà nientemeno che un rappresentante dell’antichissima Scuola Medica Salernitana, Alfonso Giordano, insieme a esperti del calibro di Roberto Di Meo (Presidente Assoenologi Campania) e Berardino Torrone (Il Borro Wines).

Le serate si accenderanno poi con la musica: venerdì il live della NALTROSOUND BAND e sabato il DJ set di Mirko Coppola faranno da colonna sonora a questo viaggio sensoriale.

“Siamo certi che nella suggestiva e affascinante cornice dell’Eremo, l’evento saprà essere un’esperienza di gusto e divertimento”, hanno dichiarato gli organizzatori. E non c’è dubbio: il Campania Gin Fest è l’occasione perfetta per scoprire come l’anima di un distillato del Nord Europa possa trovare una nuova, esuberante identità sotto il cielo della Campania.

Redazione

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