La bolletta del gas cambia: dal 1° ottobre sarà mensile. Ma ci sarà un risparmio?

La bolletta del gas mensile consente una fatturazione dello stesso più vicina al reale prezzo di mercato del mese solare di riferimento, per consentire ai clienti finali di conoscere più frequentemente la propria spesa e di redistribuire i pagamenti delle bollette su più mesi, contenendo gli importi da pagare in un’unica soluzione. Ma più che una cura sembra un palliativo.

La bolletta del gas è destinata a cambiare fra una manciata di giorni: a partire dal primo ottobre prossimo, infatti, arriverà mensilmente alle famiglie e alle aziende italiane e non più in modalità bimestrale o trimestrale.

Questa decisione, presa da ARERA – l’autorità di regolazione dell’energia – già a luglio scorso e deliberata nella giornata di ieri, è stata definita come “necessaria” in considerazione della “ulteriore drammatica crescita dei prezzi all’ingrosso dell’energia, legata al conflitto in Ucraina e alla riduzione dei flussi di gas praticata dalla Russia“. In altre parole, quindi, la decisione di introdurre la bolletta del gas in modalità mensile viene presentata come una nuova misura “a tutela dei consumatori e a garanzia della continuità delle forniture“. Ma sarà davvero così? Le opinioni in merito sono discordanti, ma andiamo con ordine.

Lo scenario in cui si trova l’Italia

Prima di andare oltre, è necessario fare un passo indietro di qualche tempo. Lo scenario geopolitico internazionale, con lo scoppio del conflitto fra Russia e Ucraina, ha fatto precipitare una situazione – quello dell’aumento dei costi dell’energia, la non autosufficienza sugli approvvigionamenti, l’aumento del costo dei carburanti – che in realtà era stata già profilata diverso tempo addietro poiché, in termini di politiche energetiche, l’Italia è sempre stata legata agli accordi con altri Paesi.

Ci siamo chiesti, nei mesi scorsi, quanto l’Italia fosse dipendente dal gas russo: il collega Claudio Mazzone ha spiegato che

I dati della dipendenza italiana dal gas russo parlano chiaro […]. Nel 2021 La produzione italiana di gas ha soddisfatto solo il 4% dei consumi, il restante 96%, ben 76 miliardi di metri cubi, è assicurato dai giacimenti di altri Paesi.

Il 40% del totale arriva dalla Russia, il 31% dall’Algeria, il 10% dell’ Azerbaijan, il 9% dal Qatar, il 4% dalla Libia, l’1% dagli USA, stessa percentuale dalla Nigeria e il restante 4% da altri Paesi. Ma la Russia non ci fornisce solo la quota maggiore di gas. Il 25% delle risorse energetiche italiane arrivano da Mosca, e questo dato fa della Federazione Russa il primo Paese da cui l’Italia dipende per soddisfare il proprio consumo di fonti fossili. […] è, infatti, il primo fornitore nazionale di carbone e gas e il terzo di petrolio.

[Inoltre] Nel nostro mix energetico, e cioè le varie fonti di energia attraverso cui un Paese soddisfa il proprio fabbisogno, il gas la fa da padrone e infatti ha superato il petrolio diventando la prima fonte energetica nazionale. In Italia il 39% dell’energia è prodotta con il gas, il 35% con il petrolio, il 19% con le rinnovabili e il 5% con il carbone, il restante 2% è d’importazione. 

Questo, in altre parole, per dire che una politica industriale ed energetica è stata la vera assente nello scenario politico nostrano degli ultimi dieci anni. E, dopo un po’, complice la guerra, tutti i nodi vengono al pettine.

Bolletta del gas mensile: cosa cambia

Tornando alla decisione di ARERA di calcolare la bolletta del gas su base mensile e non più bimestrale o trimestrale, già a luglio scorso l’Autorità spiegava che si trattava di una misura necessaria:

Dal 1° ottobre, con il prossimo aggiornamento tariffario, cambia il metodo di aggiornamento dei costi della materia prima gas per le famiglie che sono ancora nelle condizioni di tutela (oggi circa 7,3 milioni di clienti domestici, su un totale di 20,4 milioni, il 35,6% circa).

Anche per intercettare in modo immediato le eventuali iniziative nazionali ed europee di contenimento dei prezzi, l’ARERA ha deciso di non utilizzare più come riferimento le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso, ma la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso PSV italiano, aumentando al contempo la frequenza di aggiornamento del prezzo che diventa mensile, non più trimestrale.

Il nuovo metodo, legato alla situazione di emergenza, sarà in vigore fino al termine della tutela gas, ad oggi previsto a gennaio 2023, termine che l’Autorità ha chiesto più volte venga allineato a quello del fine tutela elettrico, previsto per gennaio 2024.

Ma cosa cambia in concreto? Secondo quanto riporta la nuova delibera 436/2022/R/gas, aggiornare su base mensile la bolletta del gas aiuterebbe i consumatori su più fronti, perché prevede la pubblicazione del CMEM (ossia, del prezzo della materia prima gas senza trasporto, distribuzione o imposte) entro il 2° giorno lavorativo dall’inizio del mese successivo al mese di riferimento.

Questo significa che i ricalcoli di una eventuale variazione di prezzo della componente gas saranno più veloci (sia in caso di aumento che di diminuzione) e i venditori dovranno tempestivamente informare i clienti sul proprio sito web con una esaustiva spiegazione della tipologia di ricalcolo, corredata da casi esemplificativi nei quali il cliente possa agevolmente riconoscersi.

Proprio per questo motivo, la bolletta del gas mensile consente una fatturazione dello stesso più vicina al reale prezzo di mercato del mese solare di riferimento, per consentire ai clienti finali di conoscere più frequentemente la propria spesa e di redistribuire i pagamenti delle bollette su più mesi, contenendo gli importi da pagare in un’unica soluzione.

Come spiega l’ARERA,

Con il meccanismo deliberato dall’Autorità, si riduce il rischio che i venditori non siano in grado di garantire la propria operatività e quindi le forniture ai propri clienti, minimizzando il pericolo che le famiglie siano costrette a ricorrere ai servizi di ultima istanza e gli stessi venditori al servizio default, pregiudicando l’intero equilibrio economico della filiera gas italiana con costi aggiuntivi che verrebbero socializzati.

Il nuovo metodo di aggiornamento facilita il reperimento dei volumi necessari per soddisfare la domanda, grazie alla riduzione dei rischi oggi legati alle differenze tra le quotazioni forward utilizzate per l’attuale aggiornamento di tutela e il prezzo spot a cui è possibile approvvigionare la parte di consumi non prevedibile in vista dell’inverno.

Naturalmente, come più volte ricordato dall’Autorità, a questi interventi è necessario affiancare iniziative nazionali e internazionali per ripristinare l’equilibrio tra domanda e offerta, come la riduzione della domanda su base volontaria e l’identificazione di meccanismi per la gestione di interventi in caso di emergenza.

E la tutela dei consumatori?

La decisione di ARERA di calcolare su base mensile la bolletta del gas, pur non potendo agire strutturalmente sugli eccezionali livelli dei prezzi di mercato, mira sicuramente a rendere più trasparenti e sicure le forniture ai consumatori e agire in modo più tempestivo in caso di riduzione del prezzo del mercato (come, ad esempio, il tetto al prezzo del gas, che si dovesse assumere a livello europeo).

Quello che in effetti manca – in linea generale – è un meccanismo che tuteli realmente il consumatore dall’aumento economico della bolletta del gas, che vada oltre il piano taglia energia e la riduzione e regolazione “volontaria” dei consumi.

Come spiega il Presidente di Assoutenti Furio Truzzi,

“Il passaggio dalle bollette bimestrali alle bollette mensili, per quanto sia un atto dovuto e scontato, rappresenta una misura del tutto inutile ed inefficace sul fronte delle tariffe e non apporterà alcun concreto beneficio alle famiglie italiane”.

“Nella situazione attuale i cambiamenti decisi da Arera sul fronte della frequenza delle bollette e del calcolo delle tariffe del gas rischiano di avere un effetto boomerang per gli italiani, portando a nuovi rincari a danno delle famiglie. L’estrema volatilità dei prezzi rende un vero e proprio azzardo sia la scelta di basare il nuovo calcolo delle tariffe sul mercato Psv, dove le quotazioni sono in media più elevate rispetto al mercato Ttf finora utilizzato per gli aggiornamenti trimestrali, sia quella di aggiornare mensilmente, e non più ogni 3 mesi, le tariffe del gas, esponendo così le famiglie a nuovi rincari delle bollette”.

Dello stesso parere il Codacons, che condanna per direttissima la misura, annunciando il ricorso al TAR:

“L’invio mensile della bolletta del gas produrrà un aggravio di costi a carico dei consumatori, così come l’aggiornamento mensile e non più trimestrale delle tariffe, che rappresenta una scelta dannosa per gli utenti”.

Questo perché “l’invio mensile delle bollette non solo non determinerà alcun vantaggio per gli utenti, non avendo alcun effetto sulle tariffe, ma produrrà un aggravio dei costi a carico delle società fornitrici, costi che saranno scaricati sui consumatori finali”.

Secondo il Codacons, la bolletta del gas mensile pone gli utenti nella condizioni di risentire maggiormente della volatilità delle quotazioni energetiche, subendo magari forti aumenti del gas quando aumentano i consumi e ottenendo riduzioni delle tariffe quando fanno meno uso di gas.

Una soluzione che, in ogni caso, andrà trovata per non gravare ulteriormente sugli utenti, perché pagare la bolletta del gas mensilmente sembra più un palliativo che una cura.

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