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Nel Cuore del Sud, 1,5milioni di euro per l’inserimento sociale nello sviluppo locale

"Ripartire dalla valorizzazione dei territori, dalla cultura e dalle tradizioni attraverso il recupero e l’innovazione dei mestieri e delle professioni a rischio scomparsa, promuovendo percorsi di inclusione sociale e lavorativa"

Parte da oggi il bando “Nel Cuore del Sud” promosso da Fondazione con il Sud ed Enel Cuore. Il bando, che mette a disposizione ai partenariati del terzo settore 1,5 milioni di euro, ha l’obiettivo di stimolare iniziative di inserimento sociale attraverso la valorizzazione delle eccellenze e dei mestieri tradizionali nelle aree interne meridionali con il duplice obiettivo di favorire l’inserimento sociale ed attivare percorsi di accompagnamento all’autonomia di persone con fragilità o a rischio marginalità e disagio e creare occasioni di sviluppo locale valorizzando le vocazioni e le eccellenze del territorio come il turismo, l’artigianato, l’agricoltura e l’enogastronomia nelle aree interne meridionali.

Nel Cuore del Sud è rivolto alle realtà delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Nel Cuore del Sud: di cosa si tratta

Per partecipare al bando Nel Cuore del Sud c’è tempo fino alle ore 13.00 del 13 dicembre 2021.

La Fondazione CON IL SUD e Enel Cuore Onlus, al fine di contribuire con azioni sistematiche e virtuose al processo di ripartenza del Paese, propongono un’iniziativa congiunta per supportare gli enti del terzo settore nella realizzazione di progetti e iniziative innovative e sostenibili nel tempo, volte a favorire l’inclusione sociale e lavorativa di persone con fragilità, valorizzando la cultura, la storia e la specificità delle aree interne delle regioni del Sud.

Il bando Nel Cuore del Sud nasce da una considerazione: a valle della congiuntura pandemica, i territori del Mezzogiorno sono stati i più colpiti dalla disoccupazione, dall’aumento della povertà, dal taglio dei posti di lavoro e dalla contrazione delle possibilità economiche. Questo quadro restituisce un territorio fortemente depauperizzato, in particolar modo riguardo a giovani, donne e stranieri, andando a peggiorare l’area del Paese che, già in epoca pre – Covid, mostrava condizioni economiche, lavorative e sociali più preoccupanti e difficili.

In altre parole, il bando Nel Cuore del Sud intende agire nelle aree che sono più lontane dai servizi così detti essenziali (mobilità, istruzione, salute, lavoro, welfare) che hanno registrato in questi mesi una riduzione demografica e un calo dell’occupazione.

Sono aree di piccole dimensioni, con limitata accessibilità ai servizi essenziali e distanti più di 20 minuti dal centro di offerta dei servizi fondamentali. Nelle sei regioni oggetto del bando (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), circa il 70% dei comuni viene definito come area interna (1.472 comuni in aeree interne su un totale di 2.116).

Ripartire proprio dalla valorizzazione dei territori, dalla cultura e dalle tradizioni attraverso il recupero e l’innovazione dei mestieri e delle professioni a rischio scomparsa, promuovendo percorsi di inclusione sociale e lavorativa per le persone con maggiori fragilità, può rappresentare un’occasione di sviluppo, rivitalizzazione e coesione sociale delle aree interne del Mezzogiorno, grazie al contributo delle organizzazioni di terzo settore.

Il Bando Nel Cuore del Sud vuole cogliere quelle potenzialità e opportunità che le aree interne offrono, proponendo iniziative e progetti che valorizzino tradizioni, mestieri e saperi antichi in un’ottica di rilancio sostenibile dell’economia locale.

Come partecipare

L’obiettivo generale del bando Nel Cuore del Sud è favorire l’inserimento sociale e lavorativo di persone con fragilità o a rischio di marginalità, devianza e disagio sociale, mediante l’attivazione di percorsi di accompagnamento all’autonomia, facendo leva sulle vocazioni e sulle eccellenze locali e favorendo il recupero di mestieri tradizionali a rischio scomparsa, opportunamente integrati e innovati grazie all’impiego di nuove tecnologie e idonei strumenti.

Le proposte dovranno:

  • intervenire principalmente nei seguenti ambiti: artigianato, turismo, agricoltura, enogastronomia;
  • essere insediate nelle aree interne del Mezzogiorno in grado di incidere significativamente sul tessuto socio-economico delle comunità coinvolte (es. sviluppando filiere virtuose) e di produrre un concreto impatto sociale (es. inserimento lavorativo di persone svantaggiate, integrazione culturale di minoranze o gruppi fragili, ecc.);
  • dimostrare di essere in grado di garantire agli interventi ‘continuità operativa’ (oltre il termine del finanziamento) in termini di capacità di generare o raccogliere risorse economiche e catalizzare competenze e professionalità adeguate. Non verranno sostenute, pertanto, iniziative singole ed eventi, ma interventi caratterizzati da una progettualità integrata, strutturata e di lungo periodo, in grado di sviluppare un processo virtuoso e duraturo di sviluppo locale.

Le partnership di progetto dovranno essere composte da un minimo di tre organizzazionialmeno due non profit – di cui una con ruolo di responsabile del partenariato – a cui potranno aggiungersi realtà del mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca.

Per tutti gli altri dettagli, si consiglia di visionare il bando di partecipazione.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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