Impresa e Startup

Bando “Macchinari innovativi”, il Mise stanzia altri 93 milioni

Dal 27 aprile è possibile presentare la domanda per il bando Macchinari innovativi: il MISE ha assegnato alla misura altri 93 milioni

Vi avevamo già parlato del Bando Macchinari innovativi del Ministero dello Sviluppo Economico, volto a sostenere, nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, i programmi di investimento in direzione dell’industria 4.0 con l’obiettivo di implementare la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e favorire la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare.

La bella notizia è che, a fronte della dotazione economica di 132.500.000 euro (Asse III, Azione 3.1.1 del Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR), il MISE ha sbloccato altri 93 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere alla quota stanziata per lo sportello attualmente aperto, come prevede il Decreto ministeriale 30 ottobre 2019. Il provvedimento che ha determinato l’ulteriore stanziamento risale allo scorso 26 febbraio ma è stato solo recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.92 del 17 aprile 2021).

Macchinari innovativi, c’è ancora tempo per partecipare

Le domande di accesso per il bando Macchinari Innovativi, concesse mediante procedura valutativa a sportello, potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica accendendo sul sito di Invitalia nell’apposita sezione “Accoglienza Istanze” e cliccando sulla misura “Nuovo Bando Macchinari Innovativi – Secondo sportello”. E’ già possibile compilare la domanda, mentre l’invio è consentito dalle ore 10:00 alle ore 17:00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 27 aprile 2021.

Il bando Macchinari Innovativi è rivolto a PMI del settore manifatturiero, ad eccezione delle attività connesse ai settori:

  • siderurgia;
  • estrazione del carbone;
  • costruzione navale;
  • fabbricazione delle fibre sintetiche;
  • trasporti e relative infrastrutture;
  • produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

Le agevolazioni del bando Macchinari Innovativi sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, per una percentuale nominale calcolata rispetto alle spese ammissibili pari al 75 %. Il mix di agevolazioni è articolato in relazione alla dimensione dell’impresa, ossia:

  • per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%;
  • per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

Il finanziamento agevolato, che non è assistito da particolari forme di garanzia, deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni. Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, a cui sono demandate le relative attività istruttorie.

Quali sono i progetti ammessi?

 Ricordiamo che i progetti devono attenersi ad alcuni principi cardine, quali:

  • spese non inferiori a euro 400.000,00 e non superiori a euro 3.000.000,00. Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese connesse ai singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete, a condizione che ciascun programma preveda comunque spese ammissibili non inferiori a euro 200.000,00;
  • essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nei territori delle Regioni meno sviluppate;
  • prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.

I beni oggetto del programma di investimento Macchina Innovativi devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardano macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali.

E le spese devono essere:

  • relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, nuove di fabbrica acquistate da terzi;
  • riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni;
  • riferite a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento;
  • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni;
  • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020;
  • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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